SI CRESCE CON IL CUORE NON CON LA MENTE
Osserviamo il nostro comportamento: niente ci garantisce che abbiamo la grazia del Signore, tanto meno la nostra esteriorità (ad esempio chiudere gli occhi o assumere un aspetto mistico durante la preghiera), ma la nostra interiorità, l’anima, il cuore. Non riusciamo neanche a capire che cosa è racchiuso come sostanza nella parola del Signore, perché siamo illusi, immaginari, individualisti, benevoli con i pensieri, quando invece il comportamento è tutt’altro. La nostra immaginazione nemmeno comprende il vero significato di misericordia, bontà, mansuetudine, pazienza. Siamo dei pulviscoli nell’universo creato, senza la grazia del Signore, come possiamo concepire con la fantasia la realtà di Dio? Dalla lettera di san Paolo ai Colossesi: “Fratelli, rivestitevi, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza; sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi.” Chi di noi è avvolto di questa veste candida? In realtà siamo ancora apprendisti, è solo la nostra immaginazione che pensa di aver raggiunto il livello della specializzazione. Che errore grossolano! La nostra fede si affievolisce sempre più, perché noi trasmettiamo quello che abbiamo nella mente. Chi di noi è rivestito di questi sentimenti se ci basta un niente per puntare subito il dito? Se fossimo uniti in questi sentimenti nobili, le nostre preghiere potrebbero essere più micidiali di tutte le bombe del mondo e potremmo davvero far gioire la Madonna, anche con i nostri difetti, perché vuol dire che saremmo genuini, spontanei, veri. Chi di noi si illude di avere queste qualità e non le ha, è un fanatico, è il demonio più pericoloso che possa esistere in un gruppo di preghiera. È quello che fa più danno di qualsiasi altra cosa, persino di peccati più clamorosi, non c’è cosa peggiore di annullare la verità di Dio pensando di sostenerla. La nostra mente ci impedisce tutto perché abbiamo delle risposte e degli agganci che non sono autentici, ma che ci servono per dare una giustificazione a tutti i periodi della nostra vita. Abbiamo tanta immaginazione dovuta agli incontri che abbiamo fatto con tanti maestri della parola, ma questi servono a coloro che devono cambiare vita, agli apprendisti. Questo non vuol dire di non più pregare e non più andare a messa, perché almeno questo rimane un sostegno sicuro, una protezione che viene dalla misericordia di Dio senza la quale saremmo sicuramente scesi ancora più in basso. Mettiamoci davanti alla legge di Dio, come fossimo davanti a uno specchio che riflette la nostra bontà d’animo e il nostro modo comportamentale, perché è più comodo illuderci che va tutto bene. La parola di Dio parla tutto d’interiorità. Se noi abbiamo una interiorità autentica, tutte le nostre azioni saranno accompagnate da autenticità, se invece non siamo autentici e abbiamo la doppiezza di cuore, la nostra fede si disperde, si affievolisce, si indebolisce. È l’obiettivo che ci deve unire, non il rispetto umano che viene dall’educazione che abbiamo ricevuto, perché quello non corrisponde a ciò che abbiamo nel cuore, ma ad una convenienza nel parlare in un certo modo.
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