QUALITÀ O QUANTITÀ?

C’è modo e modo di pregare. Se fosse la preghiera la garanzia della nostra conversione, i risultati dovrebbero essere diversi. Perché tante persone pregano, fanno pellegrinaggi, frequentano le istituzioni cristiane, ma non dimostrano quei risultati che dovrebbero vedersi? Se noi pregassimo solo come pregava Maria Santissima, in modo autentico e con la giusta devozione verso Dio, proveremmo una gioia così grande che trasformerebbe subito il nostro viso!  Diventerebbe radioso, luminoso, pieno di grazia come quello della Madonna, irradierebbe gioia, serenità e pace. Se ciò fosse stato fatto da tanto tempo, avremmo davanti un mondo meraviglioso. Invece non si vede questa differenza tra una persona che prega e una che non prega, si vede lo stesso viso truce che trasmette problemi, preoccupazioni, rabbia, gelosia, invidia, cattiveria. Cerchiamo di pregare per motivi di gioia, di lode e di letizia, non per motivi che ci fanno soffrire e che derivano dall’amarezza che abbiamo nell’animo, perché il Signore conosce tutto ciò di cui noi abbiamo bisogno. Tanti dimostrano che se non avessero problemi non si avvicinerebbero a Dio e così si dimenticano che il vero motivo della preghiera è la meraviglia del creato che il Signore ha messo davanti ai nostri occhi: la luna, il sole, la terra, i fiori, la vegetazione, gli animali, tutto a disposizione dell’uomo. Se noi preghiamo soltanto per il nostro problema, il Signore potrebbe dirci: “Figlio caro non hai più nessun motivo perché tu possa pregare guardando quello che c’è davanti a te? Allora tu non credi che io ho creato tutto questo. Dovremmo dimostrare di essere contenti per quello che Dio ci ha donato: “Sei grande e meraviglioso, ti ringrazio perché è sbalorditivo quello che hai fatto per me”. Invece esultiamo solo se riceviamo un’eredità. Tanti popoli hanno dimostrato la devozione verso Dio con le preghiere, se fossero state autentiche il risultato non dovrebbe essere quello che vediamo oggi. Ecco perché non ci conviene seguire le linee del mondo, sono devianti e portano confusione. La parola di Dio proviene dalla sorgente limpidissima della verità, non pone nessuna confusione e nessun problema. Non dovremmo avere mai motivo per giudicare, ma fare tutto “senza critiche e senza mormorazioni“, come diceva l’Apostolo. Abbandoniamoci a Dio per capire come dobbiamo pregare, perché il quanto è facile da parte di tutti ma non è garanzia di veridicità.

VIVIAMO LA LEGGE DI DIO O LA NOSTRA?

Per dare efficacia alle nostre preghiere, meditiamo sulla confidenza che la Madonna ha fatto a Roberto: “Non commettere anche tu errori che tanti altri miei figli hanno commesso“, altrimenti ci allontaniamo dalla verità. A che serve prostrarsi davanti al Signore se trasmettiamo l’esatto contrario di quello che Lui ci trasmette? Non è un’offesa questa? Sentiamoci servi e strumenti analfabeti, perché non siamo nulla di fronte alla parola di Dio e come tali non siamo in grado di rivelare niente, se non i sentimenti umani, le emozioni, gli istinti o i suggerimenti che ci arrivano da chissà dove. Noi non abbiamo la facoltà di cambiare qualcosa e non possiamo promettere nulla agli altri, perché le cose non dipendono da noi. Possiamo solo essere coerenti e compiere quello che Gesù ci ha insegnato. Diventiamo prudenti, scaltri, intelligenti per non cadere nelle trappole del male che hanno ostacolato tante conversioni, perché esso vuole che noi continuiamo a ragionare con la nostra mente, ad impostare la nostra legge secondo la nostra misura, mentre Gesù ci ha insegnato a ragionare con il cuore. Sono due cose diverse: la nostra mente è più gradevole perché ci pone davanti delle conclusioni logiche, più accettabili, più alla nostra portata, mentre il nostro cuore ci deve portare ad accettare anche delle ingiustizie, ad amare chi ci fa il male e ci offende. Non saranno pertanto i nostri ragionamenti o le nostre capacità intellettive a coinvolgere le persone, ma la serenità e la radiosità del viso, come quello di Maria Santissima, che scaturisce da un cuore che magnifica il Signore, che ci farà diventare veramente belli. Liberiamo il nostro cuore all’amore, abbandonandoci totalmente a Dio, scopriamo qual è il giusto comportamento ed abituiamoci ad amare.  Cerchiamo di capire se nelle nostre famiglie stiamo vivendo secondo la legge del Signore, perché se non usciamo formati dalle nostre famiglie, dove passiamo la maggior parte del nostro tempo, non possiamo prendercela con nessuno, né con la Chiesa, né con i sacerdoti.

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