PRIORITÀ NATURALI PER LA FAMIGLIA
Il compito di noi cristiani inizia a casa nostra. Non dobbiamo pensare di raggiungere la salvezza frequentando certi posti, né consigliare altri a farlo. Questo può portare molta confusione perché non possiamo ottenere gratuitamente, ognuno ha la sua sensibilità e la sua cristianità, è dal frutto che si riconosce l’albero. La benedizione di Dio e la salvezza l’abbiamo in casa nostra. Se tra le mura domestiche abbiamo ottenuto la condanna, come possiamo ottenere le grazie altrove? Dov’è la gioia in casa? Ci siamo abituati a un certo tenore di vita, fermiamoci! La nostra missione principale non è propagandare gli incontri. A cosa serve istruirci sui relatori, pur bravi che siano, quando i nostri familiari dicono che eravamo meglio prima? Essi parlano delle cose che succedono nella nostra epoca e le collegano alle cose di Dio, ma il vero Dio che fine fa? San Paolo ci avverte: Camminate dunque nel Signore Gesù Cristo, come l’avete ricevuto, ben radicati e fondati in lui, saldi nella fede come vi è stato insegnato, abbondando nell’azione di grazie. Badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo. Non facciamo le conferenze in nome di Cristo, tanto non servono ad aumentare la fede. Ci mettono davanti tante esperienze, perlopiù romanzate, ma cosa conosciamo veramente dei santi? La gente viene rapita da questa enfasi e cerca di imitare un copione che non è loro, a scapito della parola di Dio. Dove vediamo la brava persona che rappresenta l’umiltà del figlio di Dio? Proviamo a contraddirla e a non seguire la sua filosofia… La famiglia è in crisi, ma c’è la possibilità di preservarla, sicuramente non con proposte che vengono dalla tradizione umana. La parola di Dio è semplice, possono capirla tutti, non c’è bisogno di un relatore o di una rivelazione privata. Vediamo cosa dice per la famiglia al capitolo tre del Siracide. Parla in modo imperativo “Figli agite in modo da essere salvati”, non parla in modo sdolcinato, come certi cristiani che dicono di poter ottenere tutto con la corona del rosario. Facciamo un esame di coscienza con i nostri genitori e poi parliamo schiettamente ai figli. Nel momento del bisogno sicuramente ci vuole anche la preghiera, ma saremo esauditi solo se faremo quello che Dio ha chiesto. Ci garantisce la salvezza fra le mura domestiche. Il Signore insiste sul padre, ha dato a lui la guida della famiglia, oggi invece è la moglie che prende il sopravvento e i figli sono emotivamente più rivolti alla madre. Anche i genitori devono comportarsi bene con i figli, ma la benedizione di un padre ha un potere assoluto nella famiglia, è sempre stata insostituibile per andar bene nella vita. Come può scendere sul comportamento dissoluto dei figli che non lo rispettano? Non bisogna aver paura di essere a volte autoritari, altrimenti essi crescono abituati ad ottenere tutto e poi si lasciano andare alla depravazione.
CHI RIVERISCE IL PADRE VIVRÀ A LUNGO
I nostri padri erano analfabeti ma ci hanno trasmesso il rispetto per i genitori e i nonni, quest’ultima generazione ha cambiato tutto, eliminando le protezioni principali della famiglia. L’ateo dice di non credere in Dio così si sente a posto con la coscienza, ma certi fatti di cronaca escono da famiglie disastrate. Anche noi, che andiamo in chiesa, non abbiamo queste massime nella nostra casa. Le mogli linguacciute non obbediscono più i mariti, come sanno creare una famiglia, la sanno anche disfare. E i mariti non le amano e non le onorano più, appena uno apre la bocca, l’altro dimostra la sua insofferenza. Non bisogna mai offendere il padre, anche se sbaglia è un nostro disonore, non amareggiamolo ulteriormente. Quante volte abbiamo rattristato i nostri genitori! Se abbiamo questi peccati è meglio confessarsi. Come buoni cristiani dobbiamo sapere queste cose e metterle in pratica. Un figlio, nel pieno vigore della sua vita, dovrebbe ringraziare e rendere contenti i propri genitori, non vergognarsi di loro. Il padre giusto è un beneficio per la prole, ma genitori che inveiscono tra loro creano traumi ai figli, chi vive nella famiglia può portarla allo sfacelo o salvaguardarla. Abbandonare il padre è la noncuranza del genitore, significa mettere davanti tutti i nostri progetti. La nostra generazione avrà il peso delle famiglie dei figli perché non ha saputo educarli. Dove andranno ad attingere? Li abbiamo buttati in mezzo al mondo senza rendercene conto. I figli che si faranno maledire dai genitori saranno maledetti da Dio, a loro non andrà bene. Insultare la madre non riguarda tanto quello che diciamo, ma quello che abbiamo nel cuore. Dobbiamo dirlo ai figli quando ci mancano di rispetto, se non lo facciamo omettiamo il nostro dovere. Tra le mura domestiche potremmo ottenere il condono dei nostri peccati. Negli incontri si parla del diritto dell’uomo, non di Dio. Quanti cristiani per risolvere i problemi della famiglia consigliano l’avvocato? Formiamoci sui libri sapienziali perché, la tradizione umana è piena di raggiri confezionati ad arte per portarci lontano dalla verità. Il Signore l’ha detto a noi che siamo la generazione che può accedere liberamente alla Bibbia.

