PREVIENE E CURA

Abbiamo una Mamma che tutto può per noi e, come ogni mamma, è felice di fare quello che può per i propri figli, perché vuole che abbiano le cose migliori della vita. La Madonna fa di tutto per farci stare bene, fino al punto di apparire in un mondo così confuso e ribelle, per lasciarci in anticipo i suoi messaggi. E noi, in generale, facciamo di tutto per stare male e complicarci la vita con le nostre scelte e le nostre prese di posizione. Non accogliamo i suoi messaggi benefici e continuiamo il nostro modo di vivere, salvo poi rivolgerci a Lei, per chiederle aiuto, quando abbiamo una certa problematica che non riusciamo più a sopportare. La Madonna ci avvisa prima perché è meglio prevenire che curare. Lei, talmente ci ama, che fa tutte due le cose: previene, se noi stiamo attenti ed accogliamo le sue premonizioni, e cura, quando ormai vede che non l’abbiamo ascoltata. Non ci abbandona al nostro destino, come faremmo noi quando uno non ci ascolta, perché ha un cuore meraviglioso di mamma.

AMIAMO QUELLO CHE IL SIGNORE CI HA DATO

Maria Santissima desidera che noi abbiamo a capire che abbiamo quello che il Signore ci ha dato. Dobbiamo dimostrare di apprezzarlo, non di desiderare quello che hanno gli altri, altrimenti andiamo in confusione e non ci rendiamo conto di quello che dobbiamo fare. Dimostriamo la nostra gratitudine al Signore apprezzando quello che abbiamo: un lavoro, il paese in cui viviamo, la nostra parentela, i nostri confinanti, la moglie, i figli, tutto. Non pensiamo che queste cose ce le siamo conquistate noi, perché non cade foglia che Dio non voglia. Non escludiamo che il Padre vuol metterci alla prova per vedere se noi apprezziamo quello che Lui ci ha dato. È inutile andare a fare il bene a diecimila km di distanza, se non ci amiamo con quello della porta accanto. Che ipocrisia, che falsità! Vogliamo dimostrare al Signore che aderiamo a un’idea nobile? Ma a chi non dispiace un bambino che muore di fame? Così non dimostriamo niente! Dimostriamo di essere giusti se in primis apprezziamo tutto quello che abbiamo a nostra disposizione, che il Signore ci ha dato, e poi possiamo sostenere anche idee nobili e apprezzabili, contro le atrocità e le ingiustizie nel mondo. Ricomponiamoci, riacquistiamo il senso della misura, della sobrietà e dell’umanità, perché il mondo è una lamentela continua. Sembra che vogliamo dimostrare che la Madonna ci dà tutto per farci stare male, invece dimostriamo di non apprezzare niente dal Signore. Non apprezziamo che fino a sessant’anni siamo stati in salute, che fino a cinquanta abbiamo avuto una famiglia perfetta. Poi quando i nostri cari prendono delle vie diverse da quelle che pensiamo noi, allora in quel momento ci impuntiamo e ci ribelliamo, perché non vogliamo che facciano quelle scelte. Magari quei comportamenti sono degli errori, ma se il Signore li lascia fare, significa che se anche “ci picchiano il naso”, possono poi imparare a vivere nel modo giusto. Anche noi non abbiamo accettato tutti i consigli dei nostri padri, che ne sapevano più di noi, abbiamo voluto fare le nostre esperienze di vita, giuste o sbagliate ce ne siamo accorti dopo. Cerchiamo di accettare di più le ingiustizie, come ha suggerito Maria Santissima a Roberto, quando voleva offrirle il mondo intero come gratitudine per l’esperienza soprannaturale che stava vivendo: “Non voglio questo. Se tu vuoi dimostrarmi che mi ami, accetta di più le ingiustizie che imporre la tua giustizia e la tua verità“.  Davanti a tanto amore, a tanto cuore e a tanta dolcezza di Maria Santissima, perché è tanto difficile amarsi gli uni gli altri, stare bene insieme, desiderare il bene dell’altro? Accettiamo anche quei difetti, che magari per gli altri non lo sono, con semplicità e normalità, senza star male perché la situazione è diventata insopportabile e senza diventare nevrotici o ansiosi. È ciò che Dio di più si aspetta da noi. Invece di andare alla rottura, torniamo alle origini, insegniamo come si può vivere e cosa si può raggiungere ubbidendo e consolando la Madonna. Chissà quale grazia ci concederà il Signore!

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