PERCHÉ SIAMO UN POPOLO DI DURA CERVICE?
Noi siamo i coeredi di coloro che tutto possono, partendo dalla creazione ad oggi, ci hanno concesso segni grandiosi. Il Signore ha fatto un patto di alleanza con noi, è sceso dal cielo per indicarci la caratteristica con cui dobbiamo comportarci. E il mondo che cosa ha raccolto e dimostrato, se in realtà sta vivendo l’esatto contrario dell’insegnamento che il Signore e la Madonna ci hanno lasciato? Osserviamo il comportamento dell’uomo: è conforme alla legge di Dio? C’è l’unione che il Signore desidera tra di noi? C’è la capacità di lodare e di ringraziare il Creatore? Nelle nostre famiglie c’è l’amore vicendevole oppure si vive nella contrarietà e nella disarmonia? Sono due modi di vivere diversi, come il giorno e la notte. Cosa c’è che non va, perché abbiamo recepito addirittura l’inverso? Sappiamo che questi sentimenti controversi sono suggeriti dal nemico di Dio, allora noi sosteniamo di più la parte del demonio! E pretendiamo che il Signore faccia ancora grandi cose per noi. Soffermiamoci sinceramente su queste domande, senza giustificazioni. Davanti a questa realtà noi dobbiamo dispiacerci, e chiederci se facciamo parte di quei “sepolcri imbiancati“, di quelle persone che pur dicendo “Signore, Signore” non entreranno nel regno dei cieli, perché non hanno fatto la volontà di Dio. Eppure quello che Dio ha chiesto non è poi così impossibile da realizzare, ma va tutto a nostro vantaggio.
NON È VERO CHE SI SALVA SOLO CHI PREGA
Tutti sono capaci di pregare, anche quelli che ci hanno preceduto nelle generazioni passate. Coloro che vivono nel malaffare spesso pregano meglio di altri. Non ci conviene innanzitutto sapere la verità, l’errore di cui siamo portatori? Siamo portati più nell’avversità che nell’unione. La cosa che ci deve dispiacere di più è che milioni di persone si danno da fare e si sacrificano nel frequentare luoghi di pellegrinaggio, gruppi di preghiera, si prostrano davanti al Papa, vanno in chiesa, ma non trasmettono i frutti dello Spirito Santo. Chi di noi trasmette amore, bontà, mansuetudine, mitezza, desiderio di ben volere? Riconosciamo i nostri errori. Quante volte abbiamo saputo accettare il nostro congiunto e i figli, così come il Signore ce li ha dati? Se ci ha dato un marito o una moglie ribelle è perché in realtà dobbiamo sconfiggere la ribellione che c’è in noi, l’orgoglio. Niente è a caso. Se invece uno è ribelle di per sé, nel suo istinto, ma ha un cuore disponibile che sa solamente amare, ha la moglie o il marito più bravo che esiste sulla terra. È il cuore che conta in una persona, non il carattere. Ci illudiamo di essere giusti davanti a Dio solo perché preghiamo? Quante persone pregano e quale comportamento vediamo, conforme alle caratteristiche che il Signore chiede, di accettare di più le ingiustizie che imporre la propria ragione? Quando riceviamo un’umiliazione come ci comportiamo? Non reagiamo forse in modo peggiore di chi ci ha offeso, rammentandogli anche dopo tanto tempo il torto ricevuto? Ci vuole così il Signore? Fermiamoci e impariamo ad amare veramente, perché ciò che esce dal nostro cuore dipende da noi.
OFFESA = REGALO
Noi sappiamo che siamo sostenuti sicuramente da uno spirito perché la carne non si sostiene da sé. Stiamo in piedi, ragioniamo, preghiamo e decidiamo, per mezzo di uno spirito che è in noi. Sapendo che i due spiriti non possono coesistere, abbiamo quello buono o quello cattivo? Se siamo sostenuti da uno spirito buono e riceviamo un’offesa, ci dispiacciamo per quella persona perché deve rendere conto a Dio. Quando invece siamo sostenuti dallo spirito non buono, siamo tristi per lo sgarbo ricevuto, vogliamo la vendetta, la condanna, diciamo: “la devi pagare!” Che cristiani siamo? Ci conviene avere la corona del rosario? Non ci siamo mai accorti che, quando riceviamo un’offesa, se ci comportassimo come Gesù, Maria e i santi, quel nemico dovremmo ringraziarlo per averci resi gradevoli agli occhi di Dio. E dispiacerci perché, per causa nostra, dovrà sottoporsi a un giudizio. Certo con alcune persone leghiamo subito, mentre con altre non riusciamo ad avere un dialogo. Stiamo attenti perché potremmo causare e instigare comportamenti negativi negli altri col nostro modo di fare.

