PERCHÉ IL CRISTIANO APRE LE PORTE AL MALE?
Perché la maggioranza dei cristiani apre di più le porte al male, che vuole il nostro male, rispetto a Maria SS., che vuole il nostro bene? Eppure ogni cristiano ha ricevuto una grazia da Dio attraverso i sacramenti, le sante messe, le visite ai luoghi di pellegrinaggio, le benedizioni del santo Padre, ecc., che ha permesso a ciascuno di riconoscere la verità. Maria Santissima attraverso il suo strumento Roberto, risponde a questa domanda, indicando anche la soluzione al problema, con lo scopo di evitare la perdizione umana. Dio ci ha dato un potere su tutta la natura, ma non sulle cose spirituali. Mentre per le cose materiali è giusto essere razionali, sulle altre bisogna evitare la pretesa di poterle gestire a piacimento, come se fosse un calcolo matematico. E invece l’uomo vuol gestire anche le cose di Dio, le apparizioni, lo Spirito Santo, come se avesse in mano un telecomando. La fede è un mistero per l’uomo che non ne conosce né l’inizio né la fine, eppure ha la pretesa di spiegarla. Chi conosce la potenza di Dio? La parola del Signore viene modificata perché l’uomo ha già dei problemi esistenziali a livello materiale e cerca almeno sul piano spirituale le cose più vantaggiose e che ottiene con meno fatica. E così facendo, in buona fede, si autoassolve e si allontana da Dio. Ecco perché il cammino che porta all’inferno il cristiano è lastricato di buone intenzioni, come dimostra la visione ai pastorelli di Fatima delle anime che si dannano.
– l’abbandono –
L’uomo deve riscoprire l’abbandono in Dio, nella normalità della sua vita, preparando il terreno allo Spirito Santo e aspettando che si manifesti, come hanno fatto le vergini sapienti che si sono fatte trovare pronte all’arrivo dello sposo. Il cristiano non deve avere la pretesa che il messaggio o la grazia arrivi ad una tal ora, od in un determinato luogo, poiché lo Spirito soffia dove e quando vuole. L’abbandono in Dio si contrappone alla visione razionale dell’uomo per le cose spirituali ed è stato dimenticato, perché ci si è abituati a gestire tutto e tutti, facendo diventare normale anche il “soprannaturale”.
– la condivisione –
Un altro ingrediente per la crescita a veri cristiani è il sentimento di condivisione alle umiliazioni che il Signore e la Madonna ricevono quotidianamente. Come si fa a non essere solidali con loro dopo tutto quello che hanno fatto per noi? Come risposta i cristiani hanno aperto di più le porte al male che al bene, non a caso la Madonna ha confidato a Roberto: “Dove sono tutti quelli che hanno ricevuto i miei messaggi?” Anche se non possiamo farci niente, sentiamoci coinvolti emotivamente con Maria Santissima e consideriamoci figli che hanno finalmente capito, che consolano silenziosamente, con fioretti e preghiere, il cuore trafitto della Madre per tutte le volte si è presentata a noi ed è tornata a mani vuote
– il silenzio –
Non a caso Maria Santissima ha chiesto un movimento di autentici cristiani denominato “I figli del silenzio”. Dal Vangelo apprendiamo che Gesù si è tolto dal rumore per quaranta giorni, che i profeti sono cresciuti nel silenzio, in luoghi impervi. Anche l’esperienza di Roberto con la Madonna lo ha fatto rimanere per quattro anni in silenzio a preparare un luogo che non immaginava a cosa potesse servire. Perché l’uomo si sente coinvolto nelle grandi folle, nei canti suggestivi, nel rumore? O hanno sbagliato i profeti o c’è qualcosa che non va nell’uomo in generale. Troviamo il tempo ogni giorno, individualmente, di liberare la mente da ogni pensiero, lodando Dio per tutto quello che ci ha dato, senza la pretesa che si manifesti. Lasciamo che la nostra anima esploda nel silenzio della grazia del Signore, addirittura tacendo le cose giuste, e così conosceremo il nostro comportamento. Quando si rompe il silenzio con la parola, che viene dal nostro pensiero, è quest’ultima che ci domina. Quando parliamo di Dio esprimiamo la verità che sentiamo dentro di noi, non quella di Dio. Ecco la caratteristica dei Figli del Silenzio: trasmettere senza divulgare i doni del Signore. È una cosa meravigliosa perché non possiamo gestire la grazia di Dio, non ne abbiamo la possibilità. Il cammino dei Figli del Silenzio è quello di diventare strumenti e servi del Signore, che potranno cambiare ed illuminare le altre persone, senza l’uso delle parole, ma per mezzo della grazia di Dio che fuoriesce da un gesto, dagli occhi. È un impegno che contrasta con l’orgoglio e il desiderio di primeggiare, che richiede l’abbandono in Dio e l’eliminazione dei metodi naturali di informazione e di tutti i ragionamenti umani che non permettono al Signore di realizzare in ogni cristiano la grazia che vuole offrire

