NORMALI E GENUINI PER VINCERE IL MALE
Quando pensiamo di pregare togliendo il tempo al nostro dovere verso la famiglia e la società, non facciamo una cosa giusta, e il Signore non è contento di questo. Sarebbe più intelligente e prudente da parte nostra pregare quando ci vien voglia di fare una cattiva azione, di parlar male di una persona o di dissentire di una cosa. Per fare la volontà di Dio bisogna essere normali, spontanei, genuini. Smettiamola di fare la parte dei mistici, dei miracolosi o dei miracolati, quando siamo peccatori magari più degli altri. Non è questo che la Madonna si aspetta da noi, non vuole che noi abbiamo a conoscere il privilegio di essere suoi servi nel soprannaturale, ma vuole che siamo un gruppo che ama all’unisono, che onora il suo cuore nella nostra vita, nel lavoro, nella società. Il peccato è un’abitudine di vita che ci fa rimanere legati alla negatività. Chi di noi non pecca in pensieri, parole, opere e omissioni? Se non riusciamo a eliminarlo non possiamo ricevere la grazia di Dio. Abituandoci a non peccare, ci sentiremo meglio e trasmetteremo gioia e serenità. Attraverso la fede e la purezza d’animo la nostra vita può diventare una lode continua al Signore. Purtroppo siamo ingenui e ci lasciamo prendere delle cose negative, a nostro danno. Non dobbiamo diventare menefreghisti o insignificanti, ma essere forti e non farci più coinvolgere dal male. Quando ci sono comportamenti negativi, facciamo come gli apostoli, scuotiamo la polvere dai sandali e andiamo, non stiamo ancorati ad una amicizia che per noi è un danno.
PARTE DI QUEL MALE È DENTRO DI NOI
Adamo ha scoperto di essere nudo quando è entrato in lui il peccato. Dunque se noi continuiamo a condannare il male, è perché una parte di quel male è in noi. Rendiamocene conto! Dimostriamo di avere parte del male che accusiamo, quando condanniamo i nostri fratelli o disapproviamo un’azione malvagia. Se nel nostro cuore ci fosse solo amore e il desiderio del trionfo della gioia, non ci lasceremmo coinvolgere da nessuna azione cattiva, non avremmo più la percezione del male, pur conoscendone l’esistenza, al nostro contratto svanirebbe. Mai la Madonna a Roberto ha manifestato un sentimento negativo pur conoscendo tutto il male del mondo, ma il suo cuore pieno di amore non si è mai fatto contagiare da azioni malvage. Parla solo d’amore. Non si diventa ricchi contando i soldi degli altri, così non avremo nessun merito ad elencare i difetti degli altri perché una parte di quei peccati sono in noi. La corona del rosario ci deve accompagnare in quel cammino di santità nascosta, ad essere giusti davanti a Dio, non di sentirci in diritto di giudicare. Durante un dialogo, spesso e volentieri ci critichiamo, dissentiamo e commettiamo l’errore di fare delle polemiche. Tutto ciò ci impedisce di stare bene insieme. Dovremmo fare la gara a decantare le qualità l’uno dell’altro, di vantarci a vicenda, non crearci delle sufficienze solo perché andiamo a messa. Quando dissentiamo o condanniamo, dimostriamo che una parte di male è ancora in noi, perché non mancheremo di criticare, giudicare e non amare. Anche se agli incontri di preghiera sembriamo uniti, nella società siamo come gli altri, se non peggio. Non abbiamo nessun vantaggio a lasciarci prendere da ciò che annulla la grazia del Signore: il commento, lo sparlare, il pettegolezzo. Dire male significa maledire! Invece potremmo dire bene, benedire. Dipende da noi. Quando siamo con una persona che non sta dicendo bene e un’altra vicino dice: “ma sì, lascia perdere, tanto non cambia mica niente“, non avvertiamo un elemento gradevole che scende in quel discorso? Perché farsi un animo cattivo quando non serve a niente? Imitiamo la Madonna che sa tutto di tutti e non dice niente di nessuno. Vogliamo scoprire ed evidenziare il motivo per cui questa società va male o consolare l’immenso cuore di Maria? Non possiamo fare entrambe le cose. Il cielo trabocca di grazie perché stanno scendendo in una misura troppo limitata a causa dell’uomo che non dimostra di meritarle (le perle non vengono date di porci). Le preghiere non sono garanzie di santità, non bleffiamo! Non consoliamo il cuore di Maria perché siamo ostinati, orgogliosi, superbi, invidiosi, avari. Ci comportiamo da ipocriti pur sapendo che Gesù ha perdonato ogni sorta di peccatore, ma non i falsi. Scopriamo un cuore nobile che sappia solo amare per dare valore alle nostre preghiere. Perché ogni nostra brutta azione davanti ad un ateo è un capo d’accusa verso Dio e danneggia il movimento cristiano.
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