NON È DIFFICILE RISPETTARE LA LEGGE DI DIO

Com’è facile fare ciò che il Signore ci chiede nella nostra vita, specialmente quando diciamo che non è possibile. Purtroppo tanti cristiani fanno queste affermazioni e sono diventati esempi del non rispetto della verità. Non dimentichiamoci che noi siamo eredi, testimoni e servi dell’unico vero Dio, l’unico che ha potere sull’universo, su ciò che ha creato. Noi dovremmo dispiacerci che i credenti di altre teorie ci hanno superato, sono più convinti di noi. Quali altre religioni possono dire di avere una Madre così potente, paziente, supplichevole, umana? Eppure siamo i più fragili, i più deboli, i più vulnerabili, i meno convinti, coloro che asseriscono che rispettare la legge di Dio non è facile o addirittura impossibile. Gli altri hanno una convinzione e una pratica che supera la nostra. Perché accade questo? Perché invece di aumentare la nostra fede la indeboliamo? Perché non ci differenziamo dagli altri? Tuttavia siamo quei figli che Dio si è scelto per testimoniare e far conoscere la sua legge. In mezzo a noi non c’è più il santo timor di Dio, ma la difesa dell’orgoglio, del proprio pensiero. Tanti dicono di vedere e di sentire la Madonna, ma se fosse vero, l’unico desiderio umano sarebbe quello di nascondersi, non di usare il suo nome per stupire. Cerchiamo di meditare e capire quello che stiamo facendo. Solo quando faremo bene la nostra parte conosceremo la gioia del Signore e sarà la Madonna che ci concederà di dire, fare, promuovere, coinvolgere e stupire.

DIO HA PROMESSO GIOIA A CHI PRATICA LA SUA LEGGE

Chi ha pretese davanti al Signore, ritorna a mani vuote! Le nostre richieste sono pretese, anche se le facciamo in modo molto mieloso. Il Signore ci conosce bene e sa che se le concedesse non sarebbero per il nostro bene. Noi non sappiamo veramente cosa pensa il Signore di noi, se lo sapessimo, gran parte delle cose che facciamo non le rifaremmo più. E se non facciamo le cose giuste, significa che non dobbiamo essere convinti di essere i testimoni della verità. Tutti possono migliorare anche chi si comporta già bene! San Giacomo ci dice “Siate di quelli che mettono in pratica la parola e non soltanto ascoltatori, illudendo voi stessi. Chi fissa lo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libertà, e le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato, ma come uno che la mette in pratica, questi troverà la sua felicità nel praticarla”. Noi conosceremo la felicità solo quando metteremo in pratica la legge del Signore, la verità, non quando vogliamo mettere in pratica la nostra legge in nome di Dio. Il Signore ci rivela in continuazione quale deve essere la nostra condotta e noi non dobbiamo obbiettare, solamente mettere in pratica la sua parola. Conosceremo la gioia degli angeli. Dobbiamo applicarci in un cammino, liberando ogni lato buio della nostra vita e aprendoci al desiderio di amare, lodare, per raggiungere quel traguardo che è già stato preparato per noi. Perché vogliamo conoscere tutte le esperienze, ma non la gioia che Dio ha promesso a chi lo serve fedelmente?

SACRIFICARE SULL’ALTARE LA NOSTRA FRAGILITÀ

Piano piano si è iniziato a non rispettare la legge di Dio e dalle piccole trasgressioni si è arrivati alle grandi trasgressioni. Ci si comporta per abitudine e si è normalizzato quello che non era da normalizzare. Abbiamo aderito alle cose più gradevoli, a cui l’uomo non può dire di no, facendone diventare il traguardo della vita. E così, abbandonando la verità, l’uomo ha lasciato crescere le tendenze viziose, partendo dalle più piccole. Se abbiamo una tendenza umana, materiale, e sappiamo sacrificarla sull’altare, rinunciando a quel richiamo e a quella debolezza, potremmo espiare una lunga fila di persone che hanno lo stesso problema. Potremmo in questo modo dimostrare di amarle e di dispiacerci perché sono in difetto davanti a Dio. Con che occhi gratificanti la Madonna ci guarderebbe! Non dobbiamo fare emergere il nostro lato forte, che è scontato, ma dobbiamo voler combattere, modificare il lato debole che tutti noi abbiamo. Se ci rafforziamo nel lato debole, dopo poco tempo si fatica a ripetere lo stesso errore: “Signore io ho questo problema, vorrei tanto non averlo, ma lo sento come la prova della mia vita che io devo superare”.