NON DIRE: DOV’ERA DIO QUEL MOMENTO?

La verità di Dio è un pozzo senza fondo: mai potremo dire di averla conosciuta, ma solo di averla iniziata a conoscere. La verità che il Signore ci vuol far conoscere è sempre stata sistematicamente rifiutata da tutti popoli, perché non hanno capito con quale nemico ferocissimo hanno avuto a che fare. Gesù e Maria vogliono che diciamo sì a Dio, mentre il male vuole farci dire di no. Sembra elementare ma non lo è, perché il male è riuscito nel suo intento, pur lasciandoci pregare e andare in chiesa. Dire sì a Dio significa anzitutto dare il proprio assenso alla sua legge e non a quella dell’uomo che è esattamente contraria. In che misura si può dire no a Dio? Quando succedono le grandi tragedie dei fatti di cronaca la gente si lascia coinvolgere in un sentimento emozionale e si chiede: “Dov’era Dio quel momento, perché ha permesso questo?”. Allora le persone prendono le distanze dal Signore, non vogliono più neanche che sia il vero Dio, la loro identità. Lo rifiutano perché secondo loro è ingiusto! Così il male, da gran perfezionista, diventa protagonista della nostra vita senza che ce ne rendiamo conto, perché la legge dell’uomo avvalora questa tesi. È una mentalità contagiosa e influisce nelle persone soprattutto nei discorsi pubblici. Non lasciamoci plagiare dalle falsità: tutti siamo toccati interiormente dai drammi che si consumano quotidianamente, compresi quelli delle calamità naturali, ma non possiamo difendere queste ingiustizie dando la colpa a Dio solo “perché non è intervenuto”! Non lasciamo che questo stratagemma venga usato dal regista occulto, il demonio, per farci credere che siamo lasciati al nostro destino. Questi drammi li procura colui che poi ce li fa criticare, perché sa che noi pensiamo di sostenere il giusto criticando l’ingiusto, così come abbiamo ingiustamente messo in croce il giusto. Senza l’equilibrio siamo come canne battute dal vento. Dio non ha causato né permesso alcun dramma, è l’uomo che deve tutto alla sua falsità, quella che determina le sue parole e i suoi ragionamenti, ma che non può celarsi nelle sue terribili azioni. Al punto che persino la natura si ribella con una violenza come mai prima si era ribellata. Non commettiamo l’errore di giustificare tutto e tutti, scopriamo un Dio giusto che non deve essere criticato per nessun motivo.

L’ERRORE COMMESSO IN CASA NOSTRA

In casa nostra si consumano tanti egoismi senza che ce ne accorgiamo perché pensiamo di comportarci bene, ad esempio quando vogliamo obbligare un nostro familiare a pregare. Il Signore ci ha insegnato a trasmettere l’amore non a obbligare gli altri ad andare verso Dio. Se un nostro caro ha una regola di vita diversa dalla nostra, non mettiamo il “muso lungo”, non offendiamoci, tanto a noi non porta alcun beneficio! Cerchiamo piuttosto di volergli bene, di assecondarlo in qualche desiderio, così con scaltrezza e intelligenza sarà più disposto a seguirci. Aspettiamo però che maturi, come ha fatto con noi il Signore quando ci siamo smarriti, ricordando con amore la via giusta. Non offriamo l’immagine di un Dio che castiga, ma con dolcezza possiamo dire: “Pensa che se tu vieni in chiesa il Signore ti accoglie a braccia aperte e ti dà una grande gioia perché vede che non sei felice e ti manca qualcosa. Prova andare incontro al Signore e lui verrà incontro te“. Non preoccupiamoci se non ci segue subito, perché il Signore “lascia fare ma non strafare”, anche grandi atei del mondo si sono convertiti negli ultimi attimi della loro vita e si sono pentiti d’averla sprecata in un modo inutile.

 

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