L’ERRORE COMMESSO DA OGNI POPOLO
Ogni popolo ha commesso l’errore di aver difeso e sostenuto ad ogni costo la legge dell’uomo, più che a vivere la legge di Dio. Ecco perché dall’unica legge che il Signore ha dato ad Abramo sono nati nuovi contrasti che hanno generato migliaia di teorie, sette, religioni. La storia ha dimostrato che un uomo qualsiasi, che appare improvvisamente alle luci della ribalta e propone una legge nuova, ha la capacità di coinvolgere la stragrande maggioranza del popolino e di far mettere in secondo piano i comandamenti di Dio. Basta che una persona proponga situazioni vantaggiose sotto l’aspetto economico, per la libertà o per raggiungere traguardi insperati, per far svanire la nostra fede. L’uomo sostiene la linea che promette più vantaggi personali, anche se va contro la legge di Dio e rompe la sua alleanza. Quando c’è un tornaconto la ragione dell’uomo è facilmente influenzabile e così il male è riuscito a far capire che la cosa più importante sono i nostri diritti, specialmente quando altri confermano che abbiamo ragione. A forza di imporsi, di ragionare e di saper promuovere nuove realtà, l’uomo si è perso talmente tanto che non sa più essere responsabile di quell’unica verità che Dio ha dato, la Bibbia, dimostrando di annullare con il proprio comportamento i comandamenti del Signore. É triste constatare che un uomo qualsiasi, che è un nulla e non ha nessun potere di onnipotenza, riesce a farci eliminare Dio che è il Creatore, il Tutto. Chi è il Signore davanti ad una bazzecola? Vale così poco? Ecco perché la nostra fede sta perdendo di potenza. La gente che difende un modo sindacale, prepotente, che fa incontri per promuovere agitazioni, non è fatta per un programma del Signore, anche se ha delle motivazioni nobili come la fame del mondo. Costoro sono i primi che non rispettano la legge di Dio o ai quali non interessa realmente quello che propongono, ma devono sedurre il popolo per attirarli a sé con motivazioni che arrivano al cuore. Questo non vuol dire che non bisogna essere solidali, anzi bisogna aiutare quelli che sono in difficoltà perché in ogni persona c’è il Signore, stiamo attenti a non essere ingannati. Non dobbiamo difendere con accanimento la legge di Dio, ma rivelarla con la nostra vita anche a chi ignora che esiste.
È LA VERITÀ LA REALTÀ CHE VIVIAMO NOI?
Il Signore ci ama così tanto che ha mandato suo Figlio per espiare i nostri peccati, aprirci le porte del Paradiso e redimerci. Se conoscessimo l’importanza di queste frasi, dei doni meravigliosi che Gesù con la sua vita e morte ha saputo offrirci, sarebbe così facile vivere la parola di Dio che sarebbe più difficile trasgredirla. C’è sicuramente qualcosa che non va in alcuni cristiani quando dicono che non è facile vivere la parola di Dio, che è dura, non nella legge di Dio. Per uno che vive in un modo sobrio, equilibrato, giusto, è più difficile non vivere la legge di Dio che viverla, anzi è disposto a perdere la sua vita pur di rispettarla. Se non conosciamo questa realtà vuol dire che la nostra fede è basata solo sulle parole, sul rispetto umano e sul codice civile (da pur rispettare), ma che non ha nulla a che vedere con la legge di Dio. Coloro che sono radicati nelle radici cristiane, che ci sono state tramandate dai nostri antenati e dai profeti attraverso tanti sacrifici e sofferenze, mai baratterebbero la verità di Dio per le teorie attraenti di una persona qualsiasi. Per entrare a far parte di un progetto Divino bisogna entrare in profondità, capire quello che il Signore ha detto ad ogni popolo e che è risultato vano in troppi casi. Fin dal primo giorno che l’uomo ha messo il piede su questo pianeta, il male ha cercato di deviare la verità, c’è una forza incredibile che vuole contrastare e trascinare fuori dalla verità il genere umano. Il mondo vuole scristianizzare l’uomo. È un potere satanico. Bisogna resistere e conservare la vera legge del Signore per poterla trasmettere ed essere la continuazione di quella Verità che l’uomo ha dimenticato o rifiutato. Quanti di noi la rispettano realmente? Quante pagine di Vangelo dovremmo annullare di quelle che non rispettiamo nel cammino della nostra vita? In duemila anni di storia, nel nostro DNA abbiamo ereditato tanti errori, e così quando sbagliamo non ce ne accorgiamo. Proviamo con umiltà a mettere in dubbio se tutto quello che facciamo sia giusto.
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