LE TRISTI CONFIDENZE TRA GESÙ E MARIA

Perché noi ci comportiamo come ci ha insegnato il male? Questo ci deve fare dispiacere. Incominciamo a capire che i difetti possono essere eliminati, che non siamo in balia di tutti i sentimenti controversi e di tutte le reazioni. Possiamo fermarci e non cadere in questa trappola. Dobbiamo amare di più di quello che abbiamo fatto finora, non per compatirci o per recitare sceneggiate, altrimenti alla prima occasione ci comportiamo peggio dei serpenti velenosi. Non possiamo nasconderci davanti al Signore: sentiamoci pieni di imperfezioni e di magagne, chiediamogli di accettarci così come siamo, avendo nel sentimento la voglia di migliorarci. Non sentiamoci nella normalità, come coloro che non devono cambiare, perché di epoca in epoca siamo peggiorati deformando l’immagine della nostra fede, siamo diventati acidi, avari di sentimenti e di riconoscenza. Che tristezza! Roberto ci rivela un triste dialogo tra Gesù e Maria: “Dopo tutto quello che abbiamo fatto per loro, guarda che risultato. Solo questo riescono a dimostrarci? Non meriteremmo di più? Eppure a parole sembrano uno più bravo dell’altro, uno più mistico dell’altro, uno più entusiasta dell’altro“.  Di fronte a tanta mediocrità possono dire: “Qualsiasi cosa facciamo per loro non vale niente! Se gli dessimo la grazia dello Spirito Santo la userebbero per i loro interessi. Eppure hanno bisogno di noi, perché solo noi possiamo intervenire su di loro per aiutarli, mentre gli altri profeti non riescono a fare niente, sono solo illusioni, psicologia“. Più che colpevoli di tutto questo sentiamoci nella possibilità di cambiare, altrimenti rimarremo sempre in attesa di qualcosa dagli altri, mentre gli altri si aspettano qualcosa noi.  Dimostriamo al Signore di esser dispiaciuti per avergli offerto solo le briciole, illudendoci di avergli dato grandi cose solo per aver recitato tante preghiere. Perché quando siamo chiamati in causa per un motivo economico o per uno sgarbo, ci comportiamo come si comporta il mondo, senza amore e disponibilità, imprecando. Il male su queste nostre sensazioni va a nozze, apre il nostro istinto, ci stimola ad aggredire sempre di più, a difenderci, a farci credere di essere i difensori della verità. Accettiamo gli altri anche nella loro confusione, adeguandoci, per tirarli dalla nostra parte. Non impediamo agli altri di manifestare e di ottenere ciò che gradiscono, devono essere loro a capire se è giusto o sbagliato, non noi. Il Signore per farci capire che il peccato è grave, ci ha permesso di peccare. Facciamo nostre queste confidenze per avere un risultato superiore, per diventare più scaltri e intelligenti, come ha fatto il buon ladrone che ha saputo carpire il paradiso, mentre l’altro non ha ottenuto nulla perché ha ragionato come il mondo.

L’AMORE APRE TUTTE LE PORTE DELLA VITA

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