LA SACRALITÀ DEL MATRIMONIO
Stiamo sprecando l’opportunità più bella della nostra vita: vivere in un paradiso perfetto che è il congiungimento tra il cielo e la terra, tra la materia e lo spirito di vita del Signore. Usiamo la nostra ragione per onorare il Creatore di una meraviglia così grande. Nell’Antico Testamento nessuno ha visto il volto di Dio, neanche i profeti, eppure reggeva il rispetto verso il Signore. Nel Nuovo Testamento guardando a Gesù vediamo il volto di Dio e non solo, conosciamo anche quello della sua santissima Madre. È una profanazione non riconoscere questo grosso privilegio ed aver sfasciato tutto, incluso il ceppo portante della cristianità, la famiglia. Diventano così attuali le parole di san Giovanni “eppure il mondo non lo ha riconosciuto“. Vediamo solamente persone tristi, rassegnate, non c’è gioia nelle nostre case e nella nostra vita. Cosa significa unirsi davanti al Signore? In epoche precedenti affrontavano questo passo con molta attenzione, rispettavano il corpo prima del matrimonio, mentre oggi purtroppo si consuma tutto ancor prima di conoscersi. E vediamo le conseguenze. Quando si va contro le leggi che Dio ha dato per noi, i risultati sono veramente dolorosi. Non è meglio pensare di recuperare certi valori, invece di piangere sui nostri errori? Quando si esce da una certa linea siamo esposti ad ogni pericolo, ma fin tanto che rimaniamo nel presidio tracciato per noi, abbiamo una certa protezione. È necessario salvaguardare i principi che ci avevano insegnato i nostri padri e non avere tutte le esperienze, quelle ci confondono. Chi ci ha detto che dovevamo capovolgere tutto? È meglio convivere prima di decidersi per il matrimonio? Sarebbe come avere la pretesa di essere sani, dopo essere andati a contagiarsi con la nube di Chernobyl. Milioni di morti ci sono stati per quella catastrofe, ma molti di più sono i morti alla fede per avere profanato la sacralità del matrimonio. È uno dei motivi per cui la Madonna sta soffrendo. È una morte più drammatica rispetto a quella fisica, perché equivale a una condanna per l’eternità. Sapendo che il Signore non concede replica alla sua legge, come siamo messi davanti a tutto questo? Anche quelli che sembrano sostenere la parola di Dio, sostengono di più leggi anticristiane, perché sono affezionati a un partito. Dove ci hanno portato? Dio odia il divorzio, non lo approverà mai, bisognerebbe mettere leggi più cristiane per preservare meglio i nostri figli.
LA PERSONA SENZA DIFETTI SAREBBE MONOTONA
Le famiglie vivono un grande momento di difficoltà perché ognuno è fermo sulle proprie posizioni, se ci fossimo amati e rispettati così come siamo, uno diverso dall’altro, potremmo vivere una gioia ingestibile. La famiglia cristiana è una reminiscenza della memoria, ormai non esiste più e ognuno ha le sue percentuali di colpa perché il matrimonio è sacro, è una responsabilità, un bene immenso, non si dà libero sfogo al sesso. Si può cambiare tenore di vita con umiltà, mettendoci in discussione, indebolendo l’orgoglio e rinunciando a qualcosa di sé o aggiungendo a vantaggio dell’altro. Non bisogna continuare con le vecchie abitudini pur sapendo che quel comportamento fa soffrire l’altro coniuge. Queste cose vanno messe in chiaro prima di sposarsi. Se la moglie non vuole che il marito entri in casa con le scarpe sporche, bisogna lasciarle fuori o se il marito puzza come un caprone, che si lavi ed abbia rispetto dell’altra persona, perché questi piccoli contrasti innescano vendette e ripicche senza fine che sfociano nei delitti. La cosa più sbagliata e assurda è quella di vivere da separati in casa. L’uomo vive per abitudine e se anche si unisse alla donna più bella del mondo, poi va a impegolarsi con un’altra più brutta. Non ha fatto così Carlo con Diana? L’abitudine ci fa dimenticare quello che viviamo, ecco perché trattiamo nel peggiore dei modi la parola di Dio. Come sarebbe bella la casa dei coniugi che vivono in simbiosi, uno per far felice l’altro! Diamo sacralità al matrimonio, insegniamola ai nostri figli, troviamo il tempo di dire una preghiera con loro, magari benedicendo il cibo insieme, perché siamo cristiani. Quando manca la sacralità del matrimonio, il diavolo entra in quella famiglia perché trova le porte aperte, così gestisce lo spirito dell’uomo, portando scontro e divisione. Poi se in una famiglia si dice male, si maledice, se si dice bene, si benedice: è un risvolto impressionante che può cambiare l’aspetto radicale della stessa coppia e dei figli, non è fortuna o sfortuna. L’infido lavora sul nostro orgoglio, vuole che critichiamo gli altri per far valere la nostra ragione. Se una persona non avesse difetti ci annoieremmo! Accettiamoci con i nostri difetti, tanto i problemi ci seguono anche se cambiamo casa. A volte la sofferenza non si può evitare, un’infanzia difficile, il problema drammatico con un figlio: non ci sono risposte a questi drammi, ma la fede ci aiuta ad accettarli, ad essere forti. Il Signore non deve giustificarsi con noi, se pretendiamo delle risposte, dimostriamo di non credere in Lui. Riportiamo le nostre famiglie nella condizione di grazia del Signore, è lì che succedono le cose meravigliose e il male non ci farà niente.

