LA PROVA CHE IL SIGNORE HA SEMPRE CHIESTO

Nessun uomo può avvicinarsi a Dio, neanche da lontano; tutto pulsa in armonia intorno a noi e tutto è utile al suo creato. Degli esseri creati, solo dell’uomo si è compiaciuto. Non siamo stati creati solo per assecondare i nostri istinti e la nostra carne. Quando soddisfiamo il corpo, facciamo soffrire l’anima; se vogliamo far soffrire il corpo, dobbiamo far gioire l’anima con delle rinunce. Voraci di successo, piacere e denaro, siamo troppo abituati a soddisfare i nostri desideri. Come possiamo penalizzare il corpo? È la prova che il Signore ha sempre chiesto a tutti un comportamento corretto e responsabile. Oggi, invece, tutto è liberalizzato e lecito: si dà sfogo ai propri istinti. Dove vogliamo arrivare? Se abbiamo un certo ritmo di voracità carnale, con il passare degli anni diventiamo sempre più assetati di ebbrezza, soddisfazione e godimento. Che fine ha fatto tutto ciò che il Signore ci ha dato? Per resistere alle tentazioni dobbiamo farci aiutare da Dio, perché da soli non ci riusciamo. Se viviamo una vita conforme alla sua parola, anche di fronte alla tentazione più grande, riusciamo a resistere. Senza Dio nel cuore, non possiamo farcela. L’importanza dei sacramenti e del timore di Dio. Con Dio nel cuore non abbiamo bisogno di sfoghi sessuali, anche se, quando capitano in modo regolare, sono piacevoli. Eppure, il “citrullo” e la “citrulla” hanno traviato molte persone in tutte le epoche. Non riusciamo a dominare ciò che fa parte della nostra natura perché non vogliamo farlo, perché ci piace. Questo mondo vive troppo la cultura del peccato, che è diventata una cosa normale. È pericolosissimo e stiamo già pagando le conseguenze del nostro stile di vita disordinato. Se iniziamo a resistere per un po’, ci rendiamo conto che è più facile farne a meno e riusciamo a non essere così voraci, come se avessimo bisogno della dose quotidiana. Con la preghiera e l’aiuto della Santissima Eucaristia (che non va ricevuta in stato di peccato), possiamo riuscirci. La Chiesa e la parola di Dio meritano una testimonianza più cristallina e autentica da parte nostra. Non si può dire a una persona senza appetito di fare digiuno, ma di mangiare: non tutti devono seguire la stessa linea. È possibile mettere in pratica i comandamenti di Dio, che sono ancora oggi attualissimi.

LA COERENZA DÀ VALORE ALLE PREGHIERE

Anche se noi vediamo tanto male, quello che c’è nel cuore dell’uomo è ancora peggio. Come può operare bene Maria Santissima in mezzo a tanta confusione? Cosa ha davanti agli occhi? È il tenore di vita degli uomini negli ultimi tempi descritto dall’Apostolo. Sosteniamo la cultura del peccato senza rendercene conto: come possiamo dire di rappresentare il Vangelo? Davanti alle prove della vita e alla cattiveria umana, riusciamo a reagire con perfetta letizia rimanendo fedeli a Dio? Il modo migliore per parlare di Maria Santissima è non parlarne, ma di amare. Davanti a lei ci sentiremmo muti per il peso dei nostri errori, dovremmo solo tacere e obbedire. Nel nostro cuore c’è Dio o il nostro ego? Coloro che vivono nella miseria non possono neanche partecipare ai pellegrinaggi: dov’è la nostra disperazione? Abbiamo tutto e siamo i più scontenti. In ogni momento muoiono tante persone e noi pensiamo solo a noi stessi. Dio si china dal cielo per vedere se c’è un uomo giusto su questa terra, ma noi non ci preoccupiamo di esserlo. Parliamo di pace nel mondo, ma non accettiamo la più piccola delle ingiustizie. Cosa c’è nel nostro cuore? “Non asserire tu di essere il prescelto, ma sappilo tu“, disse Maria Santissima a Roberto. Quindi, non contano le nostre parole, ma ciò che abbiamo nel cuore e che trasmettiamo semplicemente con la nostra presenza. Dio permette al demonio di metterci alla prova con le persone peggiori, come ha fatto con Giobbe. La nostra vittoria arriva quando ci umiliamo fino in fondo. Dobbiamo dare valore alle nostre preghiere, altrimenti siamo ipocriti e andiamo contro la legge. Abbiamo un cuore cristiano? Nel nostro cuore c’è intolleranza verso gli altri? Vogliamo che tutti la pensino come noi, perché non accettiamo le nostre differenze. Il “cessate il fuoco” non è la vera pace, ma le nostre beghe familiari che potremmo tranquillamente evitare. Quelle poi sfociano nella rabbia e nella sofferenza delle vendette. Per vivere bene insieme, impariamo ad apprezzare ciò che apprezza l’altra persona, senza contestarla. Prima delle preghiere, la Madonna ci chiede di vivere una vita corretta, di accettare e amare, di non giudicare e di non criticare. È importante vivere con coerenza la nostra scelta cristiana. Maria sapeva cosa desiderava Giuseppe e viceversa: ognuno sorprendeva l’altro. Facciamo così anche noi? Non accettare il proprio compagno è superbia ed è un peccato grave. L’abbiamo mai confessato? Accettiamo l’altra persona anche se non la pensa come noi, invece di umiliarla tutti i giorni. Vedremo che i suoi difetti si trasformeranno in pregi! Chiediamo al nostro coniuge se è contento di percorrere la strada della vita con noi. Ci interessa capire se è felice o preferiamo vedere più qualità in una persona che non conosciamo? Non si ha lo spirito del discernimento se si sottomette la persona che vive con noi! Chissà quante lacrime avrà versato…