LA PERFETTA LETIZIA

Noi non vogliamo accogliere e custodire ciò che Dio ha rivelato, ma come tutte le generazioni che ci hanno preceduto, vogliamo inventare la nostra linea, a scapito anche dei nostri figli, perché siamo presuntuosi, orgogliosi e superbi. Dobbiamo impegnarci ancor più di prima, per capire cosa può servire al Signore per far tornare tutto nel binario antico, in cui c’era la sua protezione, i veri valori della vita, l’onestà, la sincerità, altrimenti apparteniamo a quella categoria di sordi e ciechi di cui si parla nella Bibbia. Siamo sicuri di sapere cosa si aspetta Dio da noi? Abbiamo individuato l’elemento determinante perché l’uomo possa recuperare la fede e tutta la credibilità che col tempo ha messo allo sbaraglio? Vediamo già le conseguenze scritte sul Vangelo di quel popolo che vedrà delle desolazioni, quali mai si sono viste sulla faccia della terra. Se siamo veri fratelli dobbiamo condolerci di queste devastazioni e delle famiglie che hanno problemi esistenziali. Con quale stile di vita confermiamo i comandamenti di Dio? Considerate perfetta letizia, miei fratelli, quando subite ogni sorta di prove, sapendo che la prova della vostra fede produce la pazienza. E la pazienza completi l’opera sua in voi, perché siate perfetti e integri, senza mancare di nulla (Gc 1,2-4). Invece, le prove che a turno siamo chiamati a sostenere non producono la pazienza, né la gioia, ma la disperazione. Sappiamo tutti pregare con una facilità elementare, ma la nostra preghiera deve produrre un risultato, altrimenti rimane una dimostrazione esteriore. Gesù ci ha detto in più occasioni che non serve pregare con la coscienza sporca (la pagliuzza e la trave, i sepolcri imbiancati) perché non gradisce gli ipocriti. Siamo stati chiamati ad essere testimoni della verità, non della nostra logica: è già scritto che dovremo passare tribolazioni e saremo in perfetta letizia se le supereremo. Maria Santissima soffre tremendamente ed è in lutto per la morte alla fede di tanti suoi figli, ma non viene a minimizzare il suo dolore, né a smentire ciò che suo Figlio ha rivelato come realtà principale. Tanti si ribellano davanti alle prove, perché le loro preghiere non hanno portato il risultato sperato, ma con quale spirito hanno pregato? La preghiera non è un fatto psicologico che ci serve in un particolare momento della nostra vita, ma è amore e lode, è una linfa vitale che ci accompagna principalmente quando stiamo male. È vera e pura se viene dal cuore, non deve essere un baratto con il Signore, il quale non ci ha detto “prega e fa’ ciò che vuoi”. Chi prega con il cuore duro, non è gradito a Dio.

TESTIMONIARE LA FEDE NELLA PERFETTA LETIZIA

Il male ci ha ipnotizzato e ci ha fatto cadere in un letargo spirituale. Ci comportiamo per abitudine, andiamo in chiesa, preghiamo e critichiamo per abitudine, perché quello è il seme che abbiamo in noi. La Madonna non ci dirà mai di farci giustizia, ma “tu ama“, perché tutto ciò che non era amore davanti a Lei si disintegrava. Invece noi andiamo a piangere davanti a tutti i servi del Signore perché abbiamo ricevuto un insulto. Dio si aspetta da noi che accettiamo le ingiustizie più che imporre la nostra verità, perché facciamo l’esatto contrario? Quando vogliamo lanciare una freccia velenosa, lo facciamo con l’astuzia del serpente, sappiamo che gli ingenui la raccolgono e la portano all’obiettivo principale. Gustare la perfetta letizia vuol dire essere fuori da tutti gli inghippi della ragione umana, saper solamente amare e portare con dignità, forza e coraggio quella prova. Poi quando rientriamo a casa, chiudiamoci nella nostra stanza come quando si fa il digiuno e non diciamolo a nessuno. Nei momenti difficili gli altri potrebbero dire: “Come? Se quella persona che ha tanto pregato è in questa situazione, me ne devo guardare bene dal pregare“. Ecco i pensieri distorti che nascono dalla mente dell’uomo. Se sappiamo portare la croce con dignità il Signore la userà come testimonianza e gli altri diranno: “Quella persona lì aveva una sofferenza sul cuore, ma l’ho sempre vista serena, tranquilla. Che fede che ha“. Cosa fa più presa? Oggi noi dobbiamo rivelare l’accettazione dell’ingiustizia come ce l’ha rivelata Gesù e sua Madre, portando la croce. Tante volte non siamo rappresentanti giusti, perché preghiamo nella desolazione e nella disperazione. Dov’è l’abilità, il coraggio, la fede? Il Signore ci chiede di testimoniare la fede attraverso la perfetta letizia quando subiamo ogni sorta di prova, non quando deliriamo di onnipotenza. La fede è sudore, forza, prova, perché dobbiamo istruirci sulla vita quotidiana, non sull’illusione. Con la fede cammineremo in una valle oscura dove non dobbiamo temere alcun male, riposeremo in pascoli erbosi e saremo condotti ad acque tranquille (salmo 23). La Madonna ci vuole cristiani autentici, ma quando uno dubita, sprofonda, come ha fatto Pietro nella camminata sulle acque o come ha fatto il giovane ricco, che non ha superato l’ultima prova, quella di lasciare tutto per andare con Gesù. Ai cristiani Dio chiede qualcosa in più: se non ci formeremo sulla parola del Signore, che ne sarà di noi?