LA FINESTRA SUL MONDO O DENTRO CASA?

Se dovesse apparirci la Madonna, vedremmo la sua purezza, penseremmo a tutti gli errori della nostra vita e ci sentiremmo squalificati e declassati. Lei ci ama, ma non ci dice che va bene così. Quante volte abbiamo seguito la legge di Dio e quante volte la nostra? Quante cose non avremmo dovuto fare? Quale sacrificio facciamo andando a messa quando ci fa anche stare bene? La cosa migliore che potremmo fare è portare la croce del nostro nemico, ma non siamo nemmeno in grado di portare la nostra. Eppure siamo stati creati con queste caratteristiche. Perché abbiamo questo desiderio smodato di parlare, di illuderci e di darci assoluzioni che non meritiamo? Non si può tornare a Dio, ognuno con le proprie idee, quando non siamo conformi al Vangelo. Le nostre critiche giovano solo al demonio. Gesù si è umiliato fino in fondo, mentre a noi nessuno ci mette i piedi in testa. Come reagiremmo se qualcuno ci sputasse addosso? L’anticristo è chi non rispetta la legge di Dio: noi. Chi di noi ha la gioia nel cuore e si abbandona totalmente a Dio? Se siamo insoddisfatti e insicuri, cosa possiamo pretendere dal Signore? Qual è il motivo principale della nostra insoddisfazione? Possiamo mangiare quello che vogliamo, prelevare soldi, andare in vacanza, eppure ci lamentiamo! Abbiamo tutto e siamo insoddisfatti. Quante persone nel mondo sono nella vera tribolazione? Non ci sopportiamo, non ci amiamo, non ci aiutiamo e non ringraziamo abbastanza Dio per quello che viviamo, grazie ai meriti dei nostri antenati che hanno vissuto in modo corretto, rispettando il codice cristiano. Quale regola rispettiamo? Abbiamo solo dei diritti! Quando c’è un’eredità in sospeso tra fratelli, Dio passa in secondo piano, ci si toglie anche il saluto. Dovremmo lasciar perdere le nostre frequentazioni, le nostre preghiere e le nostre simulazioni al misticismo. Invece di accettarci e amarci per quello che siamo, alimentiamo l’asprezza, lo sdegno, l’ira, il clamore e la maldicenza. È il tenore di vita degli ultimi tempi che l’Apostolo ci ha descritto. Ci mettiamo alla finestra a vedere come va il mondo o dal balcone guardiamo nella nostra casa e in base a quello ragioniamo? Quelli che sono nella tranquillità non si rendono conto che il mondo va male e non si dispiacciono per coloro che soffrono ingiustamente a causa dell’odio. Come possiamo affermare che il mondo oggi è migliore?

L’IMPORTANZA DEL BATTESIMO E DELLA RIVERENZA

Maria Santissima ha rivelato a Roberto che noi diamo poca importanza al battesimo, non gli diamo più il valore che aveva una volta. Non ci rendiamo conto della forza, della protezione e della benedizione che derivano dal battesimo. Non va bene pensare che uno si dovrà battezzare da grande! Se il Signore ci mostrasse per un minuto la realtà che viviamo, non avremmo più il coraggio di malignare su nessuno o di dire una parola cattiva, tanto è meravigliosa l’altra dimensione. Nella nostra vita, Dio non è al primo posto e non siamo nella condizione in cui potremmo essere. Siamo cristiani credibili? Molti fanno del bene, ma potrebbero farne molto di più; molti fanno del male, ma potrebbero farne molto meno. Condanniamo quelli che fanno del male e assolviamo quelli che fanno qualcosa di buono, ma il nostro giudizio potrebbe non essere giusto: agli occhi di Dio, potrebbe avere più meriti chi si comporta male perché potrebbe essere molto peggio e resiste stoicamente a un male peggiore, mentre chi fa il bene potrebbe farne molto di più. Dovremmo essere molto più disponibili anche verso le persone che non si comportano bene, come un sacerdote. Nella nostra vita, abbiamo mai avuto un momento di fragilità? Se venissimo messi alla prova come Giobbe, scoppierebbe il cuore di gioia se qualcuno ci sostenesse e ci desse la forza di reagire. Dio, inoltre, terrebbe molto conto di chi sostiene il povero e il derelitto. Quello che abbiamo non è merito nostro, potrebbe esserci tolto e dato a un altro. La Madonna ha confidato a Roberto che anche la riverenza ha la sua importanza quando entriamo in chiesa. Nel salmo invitatorio leggiamo: “Venite, prostràti, adoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati”, oggi in pochi si genuflettono: questa è una mancanza di riverenza, perché nel nome di Gesù Cristo ogni ginocchio si pieghi nei cieli e sulla terra (Fil. 2,10). Dunque, quando si entra in chiesa, non è sufficiente farsi il segno della croce restando in piedi. Dal Siracide, che è un libro sapienziale molto importante, leggiamo: Di tre cose mi compiaccio e mi faccio bella, di fronte al Signore e agli uomini: concordia di fratelli (siamo concordi?), amicizia tra vicini (quanta inimicizia tra vicini!), moglie e marito che vivono in piena armonia. Tre tipi di persone io detesto, la loro vita è per me un grande orrore: un povero superbo (che è anche permaloso), un ricco bugiardo (a volte ci aiuta di più un povero), un vecchio adultero privo di senno (cioè di senso logico, disgustoso, presuntuoso e arrogante). Questa è la parola di Dio, non si tratta solo di preghiere come comunemente crediamo. Dov’è la sua misericordia? I libri sapienziali, come i Proverbi, la Sapienza, i Salmi, ci offrono una guida su come dobbiamo comportarci. Cosa abbiamo messo in pratica della parola di Dio?