LA CROCE FORTIFICA LA FEDE

Gesù ha pianto sulla sua città perché non ha riconosciuto il tempo in cui è stata visitata. È il Vangelo di Luca ancora molto attuale che ci invita a riconoscere i segni dei tempi. La presenza del Signore non è preannunciata o limitata, ma ventiquattrore al giorno, non ci lascia mai soli. Non riguarda solo Gerusalemme, la nostra città è la nostra casa che visita ogni attimo della nostra vita. Potrebbe essere un grandissimo peccato non riconoscere la potenza di Dio, che ci fa continuare imperterriti con la nostra linea, più comoda per noi, creando danni immensi alla nostra fede. È più giusto realizzare quello che ci chiede il Signore o far fare al Signore quello che vogliamo noi? Il Dio creatore del mondo ha il potere su tutte le cose, perché non obbediamo? Abbiamo così ribaltato la verità, da convincere il Signore ad accettare le nostre logiche per adeguarsi ai nostri tempi e addirittura promuovere leggi attraverso il peccato. È una cosa nauseante. Rinneghiamo volutamente e con facilità la parola di Dio, per poi credere di farlo intervenire con due misere preghiere. Non si ottiene così il paradiso, è un’offesa a quella croce e ai santi che hanno dato la vita. Abbiamo tolto dalla Bibbia interi concetti, le preghiere non hanno niente a che fare con la nostra vita cristiana, sebbene siano una linfa vitale per la nostra anima. A cosa servono quando poi critichiamo e giudichiamo il mondo intero? Il Vangelo ci porta la gioia quando lo viviamo nel modo giusto, con una conoscenza completa, a prescindere dai nostri problemi. Quanti cristiani lo mettono in pratica? Il valore della vostra fede, molto più preziosa dell’oro fino, che pur destinato a perire, tuttavia si prova col fuoco (1Pt. c.1). Il Signore non ci illude, perciò non illudiamo gli altri, l’elemento insostituibile che ci dà la fede autentica, la completezza tra materia e spirito, è la croce.  Perché desideriamo che ci venga tolto il nostro beneficio? È dalla spremitura che fuoriesce l’olio o il vino più buono, se abbiamo paura di essere torchiati non uscirà mai la cosa migliore da noi. La legge naturale non verrà mai cambiata. Siamo così diversi da quello che il Signore vuole da noi… Parliamo ancora di segni e se scoprissimo che la Madonna non ha mai fatto alcun miracolo? Quando alle nozze di Cana disse che non c’era più vino, a chi si è rivolta? Maria Santissima intercede per noi, ma l’artefice di tanta grazia è suo Figlio. Come possiamo rivolgerci a Lei pensando che ci tolga la croce, quando Gesù ha detto di prendere la nostra croce e di seguirlo? Vogliamo cambiare le carte in tavola in nome della Madonna e decristianizzare il mondo? Non merita più rispetto? Ecco perché davanti a un piccolo problema ci lamentiamo.

ERRORI ED ORGOGLIO

Dimostriamo di non aver paura, nessuna prova triste e angosciosa ci può togliere la gioia del cuore, anche davanti ad un momento difficilissimo della nostra vita. Perché non la consideriamo perfetta letizia? Se il Signore lasciasse andare le cose come sono per metterci alla prova? Quando abbiamo fatto del bene a una persona, proviamo una gioia superiore a quando riceviamo dei favori, perché siamo ricambiati dal nostro stesso amore. Questo sentimento Gesù l’ha conosciuto fino all’ultimo respiro della sua vita terrena. Chi ha fatto il militare qualche anno fa avrebbe voluto evitare una cosa: la puntura iniziale. Era dolorosa, ma per tanto tempo la persona non si ammalava più, così è la prova del Signore, dà solo benefici. La croce non possiamo evitarla, ma abbiamo fiducia, Lui ha vinto il mondo. Ci chiede coraggio, di andare contro l’uragano, non per farci del male, ma per gioire in questa terra ed uscire vittoriosi. Non diciamo più che il Signore ci ha dato una croce, è offensivo. Che immagine diamo di Dio agli atei? Lui non costruisce le croci, semmai ce la toglie, lo facciamo noi con le nostre scelte non giuste, con l’orgoglio, e magari le costruiamo anche gli altri. È con la fede che amiamo il nostro nemico, se sapessimo accettare i comportamenti poco corretti di nostro fratello, ci sarebbero molte meno croci. Anche i santi hanno fatto un salto di qualità quando hanno accettato le sofferenze, le malattie e le umiliazioni più grandi. Però erano felici, non si lamentavano. Stiamo lontano da chi ci presenta una situazione più addolcita e gradevole, ma andiamo da coloro che ci dicono le cose come sono state rivelate. Saremmo disposti a portare un po’ la croce di nostro fratello che ci ha perseguitato? Dovremmo offrire il pranzo a coloro che ci fanno guadagnare il paradiso, non offenderli. Dopo questi insegnamenti chiediamo al Signore di darci la forza di portare la croce, quella che abbiamo costruito con i nostri errori.