LA CONVERSIONE PARTE DALLA FAMIGLIA
Cosa c’è nel nostro cuore? Perché vogliamo che tutti la pensino come noi? Potremmo accettarci così come siamo con le nostre differenze, senza far uscire della nostra bocca alcuna parola cattiva. Per vivere bene insieme impariamo ad apprezzare quello che apprezza l’altra persona. Se è una cosa lecita perché non l’assecondiamo? Maria sapeva quello che desiderava Giuseppe e viceversa, ognuno sorprendeva l’altro. Facciamo così anche noi con le nostre mogli e i nostri mariti? Non accettare il nostro compagno di vita è superbia, dare vantaggio alle cose materiali è avarizia, contraddirsi nei discorsi è avidità. Abbiamo mai confessato questi peccati? Quelli che condannano il proprio fratello condannano sé stessi. Togliamoci la maschera, iniziamo a dire i nostri difetti che ben conosciamo. Cosa sappiamo degli altri? Se potessimo vedere Gesù, Giuseppe e Maria potremmo capire quanto siamo falsi perché sono lo specchio della nostra anima. Come è diversa la verità, la bontà, l’amore! Anche se un nostro fratello non è corretto verso di noi dovremmo amarlo di più, perché Dio ama quelle persone. Quando ci sentiamo offesi significa che siamo pieni di superbia. Si può essere felici anche dopo aver subito ogni sorta di prova e di umiliazione. Il Signore ci indica la via, la verità e la vita, ma noi facciamo l’esatto contrario. Siamo dei falsari e pretendiamo la riconoscenza e la grazia. Meglio dimostrare le nostre fragilità che pensare di essere perfetti. Quando uno ha un sentimento d’amore lo rivela, non sparla del prossimo. Nessuno ci ha detto che siamo la parte migliore, che trasformiamo in realtà ciò che Dio ha rivelato. Vediamo forse i sentimenti di bontà, amore e gioia nelle nostre case? Il genere umano deve fare un mea culpa perché ha distrutto i veri valori della vita. Il nostro cuore può amare universalmente, come ha dimostrato Maria Santissima. Amando chi ci sta davanti, potremmo diradare la nebbia ovunque siamo o rompere il ghiaccio come certe navi. Come possiamo avere freddezza con i nostri cari e aprirci con persone che non conosciamo? Il Signore ci chiama ad essere apostoli della lieta novella non a innescare una polveriera. Se lo fossimo ci dispiacerebbe vedere qualcuno che non si comporta bene. La Madonna si dispiace quando vede un mondo completamente alla deriva. Non giudica, non condanna e non dice niente di nessuno pur conoscendo tutto di tutti. Non viene a dire di stare lontano dalla persona negativa, ma di farla diventare positiva, di abbracciarla e di amarla come ha fatto Gesù. Poi ci invita anche alla prudenza, ad essere miti come agnelli e a stare lontano dai lupi. Cosa fanno i figli per colmare le lacune dei genitori, che forse hanno avuto un’infanzia con minori soddisfazioni? Ognuno deve fare la sua parte, anche i figli devono intervenire nelle necessità della casa non solo pretendere. Dio è equilibrio e ci mette davanti la realtà della nostra coscienza, non possiamo sfuggire da essa. Ecco perché irrita parlare di Dio.
UN ANGELO DEL SIGNORE PARLA SOLO D’AMORE
Davanti a una prova c’è differenza tra rimanere equilibrati e sereni o farsi prendere dalla disperazione e dalla rabbia. È lì che il Signore viene in nostro soccorso. Perché non parliamo delle cose belle della vita? Chi si fa prendere dalla provocazione è sconfitto, anche se viene insultato. Lo Spirito Santo interviene su di noi quando non ci facciamo provocare. Dobbiamo essere superiori ad ogni intrigo e ad ogni inghippo, non fidiamoci mai del “sentito dire”. Non abbiamo mai deluso nessuno? Diciamo di essere come Abele e siamo arrabbiati come Caino. Quando diciamo male di qualcuno, malediciamo, così le nostre preghiere non valgono nulla. Se vogliamo far fare bella figura al Signore e alla Madonna parliamo solo d’amore, anche verso chi ci ha tradito. Cerchiamo di non pensare male, altrimenti siamo malati dentro. Il Signore non ci sostiene nella rabbia, non ci parla quando facciamo rumore o alteriamo l’armonia di casa nostra. Perciò la Madonna ha denominato Figli del Silenzio coloro che seguono il suo cammino dal monte Misma. Il mondo è malato e lo contagiamo anche noi parlando delle cose che non vanno. Dovremmo imparare a tacere. Prendiamo la nostra croce e non lamentiamoci, le nostre problematiche sono più leggere di quelle che ha portato Gesù. Non dobbiamo portare a casa nostra la razionalità, perché poi nasce la polemica. Quante volte abbiamo ucciso con la lingua, vedendo diavoli dappertutto? Parlare di cose negative non ci porta alcun vantaggio, dimostriamo di essere seguaci del demonio. La contestazione dell’uomo sta distruggendo tutto. Lasciamo andare il mondo come va e portiamo pace, amore, dolcezza e mitezza. Parliamo solo d’amore non di pandemie. C’erano tante pandemie anche all’epoca di Gesù, finiamola di prendere per oro colato quello che dicono i social e di creare disastri mentali. Può essere più letale un cibo, la gelosia e l’invidia rispetto al vaccino. I dottori non vivono una bella esperienza, curano persone che non riescono a respirare e noi li critichiamo? Dobbiamo essere conformi e unanimi nella parola di Dio, non usarla per condanne come se il male fosse più forte di Dio.

