IL PIANTO FIGLIO DELL’ORGOGLIO

Dio ci ha fatti cristiani non per un privilegio personale ma per rivelare la sua Parola, il suo Vangelo. Impariamo a pregare con la Chiesa, come si conviene: ogni giorno la liturgia delle ore ci fornisce le intenzioni di preghiera, invece noi vogliamo metterci le nostre. Perché ci sentiamo tutti cristiani laureati e teologi, quando poi non siamo uniti nel seguire la Chiesa e abbiamo opinioni discordanti sul Papa? Il demonio è più astuto di tutti noi e non si vince certo con due preghiere. Roberto ci rivela alcuni suggerimenti che ha ricevuto da Maria Santissima all’inizio della sua esperienza. Noi perlopiù piangiamo di rabbia o di superbia ferita o di indignazione. Ricordatevi cari figli che questo pianto è il figlio dall’orgoglio e non del pentimento per mancanza della conversione del cuore e dell’amore reciproco che non abbiamo o, se lo abbiamo, è solo un lontano parente del vero amore. Non piangiamo per l’ingratitudine che dimostriamo a Dio, di non essere giusti davanti a Lui, di non amarci gli uni gli altri. Per un’altissima percentuale umana lo facciamo solo a parole, salvo poche eccezioni. Si piange perché siamo stati offesi, per il nostro orgoglio ferito, oltre che per odio, malattie e disperazioni, ma ci sarebbe un motivo più importante di piangere nel nostro disordine cristiano.

PERCHÉ VUOI DIMOSTRARE CHE HAI RAGIONE TU?

Quante volte offendiamo il Signore senza rendercene conto? Diciamo che per ricevere l’Eucaristia bisogna inginocchiarsi o fare altre cose, ma il Signore non si offende in questi modi. Lo profaniamo quando sparliamo del fratello! E non diciamo più che la Madonna vuole questo o quello: perché gettiamo tutta questa confusione? Chi di noi accetta anche i torti che non potrebbe avere? Chi di noi chiede scusa anche senza avere colpa? Per non creare uno scontro frontale, ciò che aspetta il diavolo. Il Signore si offende, invece, se non accettiamo anche l’ingiustizia, perché è venuto a rivelarci questo. Chi di noi ama anche quello che, secondo noi, non merita il nostro amore? Un giorno potrai scoprire che anche perdonando può essere un gesto di superbia. Se hai Dio nel cuore. Perché perdonando vuoi dimostrare che hai ragione tu. Il nostro orgoglio non muore mai. Perché vuoi dimostrare che hai ragione tu? Quanto siamo lontani da Lui! Diciamo che Dio si offende del nostro comportamento esteriore: siete sicuri che quello che rivelate voi sia veramente il vero Dio? Ricordati che, se non fosse così, noi pecchiamo e trasgrediamo il secondo dei dieci comandamenti: non nominare il nome di Dio invano. Avete mai confessato di aver parlato in nome di Dio invano? Diciamo tante cose ma non quello che Lui ha rivelato. Siamo obbedienti alla Chiesa o la critichiamo? Dio va rivelato con amore, non dirà mai che una persona ha torto o ragione. Se accettassimo il torto che non abbiamo mai fatto, invece di sentirci offesi nell’orgoglio proveremmo una grande gioia nel cuore, perché il Signore ci ripaga subito: è accettando l’ingiustizia momentanea che trionferà la Giustizia Eterna. Chi di noi è disposto a sacrificare un po’ del proprio ego per creare armonia in famiglia? Quando arriviamo a casa con la luna storta, entriamo sereni e tranquilli, lasciamo i nostri malumori fuori dalla porta e riprendiamoli il giorno dopo. Che colpa hanno i nostri cari delle nostre arrabbiature?

L’ABITO DEGLI ANARCHICI RELIGIOSI

L’abito del cristiano non è quello del chiacchiericcio o del confronto sulle cose di Dio. A cosa serve? I confronti servono per discutere di argomenti, programmi o progetti umani. Chi di noi conosce davvero Dio quando nelle nostre famiglie c’è un disastro? L’immoralità non consiste solo nel mostrare la parte “nobile”: in che misura rispettiamo i Comandamenti? La povertà sembra essere l’elemento più significativo per ottenere grazie particolari: quanti poveri vivono nella rabbia perché non hanno ciò che hanno gli altri? Subentra la gelosia e l’invidia, sentimenti che colpiscono anche i ricchi. I veri poveri sono quelli che non sono ancorati alla materia: ognuno deve accontentarsi dei propri talenti e farli fruttare. Oggi, per ricevere un po’ di coraggio e un sorriso di consolazione, dobbiamo rivolgerci a una persona malata! Domani potremmo esserlo noi… Dovremmo solo ringraziare il Signore, invece siamo egoisti e pretenziosi. Perché non riusciamo ad accettare ciò che il nostro orgoglio non accetterebbe mai? E poi non finiamo più di lamentarci… A cosa serve frequentare la Chiesa? Solo perché preghiamo, pensiamo di non avere nessun angolo da smussare? Se vedessimo davvero la Madonna, non ci verrebbe voglia di esultare, perché ci trasmetterebbe un degrado umano senza limiti. Lei vede nell’intimo dei cuori, e sa che è molto peggio di quello che vediamo e sentiamo. Ci stiamo allontanando dalla casa del Padre e ci stiamo rifugiando nell’orgoglio, nell’arroganza, nella presunzione e nell’immoralità. Siamo anche degli “anarchici religiosi” che credono solo in sé stessi e devastano il gregge.