IL PEGGIORE DEI CONSACRATI È OPERA GRADITA A DIO
Chi intende servire la Chiesa deve istantaneamente tacere, perché oltre al salmo 39, ci sono altre parti della Bibbia che spiegano che il troppo parlare non va bene, nelle cose in cui noi non conosciamo la grandezza e l’estensione. Perché chi di noi conosce la grandezza e la potenza di Dio? “Quanto sono imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie! Chi mai ha potuto conoscere il pensiero del Signore? O chi mai è stato suo consigliere?” Come ci permettiamo noi di entrare nella Chiesa criticandola, giudicandola, commentando come devono comportarsi addirittura i sacerdoti. Giusti o sbagliati, bravi o meno bravi, non tocca a noi giudicare quello che i preti fanno o non fanno. Supponiamo che improvvisamente uno che non conosciamo viene in casa nostra, che abbiamo costruito con tanti sacrifici, a dettare legge: come ci sentiremmo? Quanto meno non felici, offesi. Pensiamo allo stato d’animo di un sacerdote che si sente criticato in casa sua, perché la Chiesa é casa del sacerdote non casa nostra. Con che diritto osiamo criticare la Santa Chiesa, quando non è stata costituita come un’associazione, un partito politico, un diversivo, ma è la dimora di Dio? La Chiesa a partire dal Vecchio Testamento quando c’era l’Arca dell’Alleanza, fino ai tempi nostri, ha resistito a tutti gli attacchi, a tutte le critiche e a tutte le insinuazioni, perché è non è una istituzione umana, è la presenza meravigliosa e potente di Dio. Il Signore più di tanto non lascia fare, lascia fare ma non strafare. Cerchiamo di capire la realtà di cui facciamo parte: se non l’abbiamo capita, allora entriamo in un contesto sindacalista, politico, andiamo in piazza a lamentarci di tutto, ma non nella casa del Signore. Da 21 anni Maria Santissima a Roberto ha indicato la via del silenzio, del timor di Dio, dell’amore fra di noi. Ha confidato una riservatezza e un rispetto verso la santa Chiesa e i sacerdoti, che ci permettono di arrivare al Signore con il sacramento della confessione ed il perdono dei nostri peccati. Il sacerdote o ha una importanza che noi non dobbiamo escludere, oppure facciamo di testa nostra, come ha lamentato il santo Padre. Se non abbiamo capito questo, rischiamo di essere come dice Gesù “Non chi dice Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli”. E allora a cosa serve pregare? Bisogna stare attenti a quello che si sta facendo, perché un giorno il Signore può anche dirci “Io non ti conosco!”, dopo sacrifici, digiuni e rinunce.
OBBEDIENTI ALLA SANTA CHIESA
A modo suo ogni uomo, dal più ateo al musulmano, al talebano, al kamikaze, crede di servire Dio. Noi pensiamo che il Signore sia quello che deve intervenire sulle nostre richieste, a comando, quando decidiamo noi. Eppure nella nostra realtà fisica dimostriamo di non essere completi nel nostro cammino, perché quando stiamo godendo dei piaceri della vita, non ci ricordiamo del Signore. Ciò che ci impedisce di capire il nostro pellegrinare in questa vita, è il fatto che perseguiamo più obiettivi: il sensazionale, il soprannaturale, il sensuale, l’emozionale, il miracolismo, mentre dovremmo avere come unico scopo quello di comprendere che cosa rappresenta il Signore per noi. Come cristiani cerchiamo sempre più di farci un esame di coscienza per capire se stiamo testimoniando la parola e la legge del Signore, noi che siamo la continuazione di quel popolo che Dio si è scelto come suo testimone. Per ottenere i doni del Signore ci vuole una caratteristica comune e ben precisa: essere obbedienti alla Santa Chiesa! Se noi non siamo obbedienti alla Santa Chiesa, non riceveremo mai i doni dello Spirito Santo e le grazie del Signore, anzi ci illudiamo che questo possa avvenire, ma in realtà non avviene. Maria Santissima ci ha dimostrato, che è stata obbediente ai sacerdoti del Tempio, alla Chiesa di allora, tanto è vero che dopo la nascita di Gesù, nato in un modo puro, si è ritenuta impura per andare a farsi purificare come facevano tutte le donne di un tempo. Questa è obbedienza! Noi invece, se avessimo ricevuto un dono così grande, avremmo cominciato subito a ragionare, a ritenere inutile la purificazione, e ad essere disobbedienti alla Chiesa. Il mondo è diventato così presuntuoso e arrogante che pensa di decidere in che misura devono intervenire il Signore o la Madonna, e con questa disposizione d’animo, contraria all’abbandono, l’uomo rinuncia alla grazia di Dio.
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