IL FUORICLASSE
Tutto il necessario per completare ciò che Dio ha predestinato per noi, è già dentro di noi. Dobbiamo solo svilupparlo, perché siamo stati creati come potenziali fuoriclasse. Tutto quello che fa crescere, come la luce, è la parola di Dio. Essa è indiscutibile ma troppi vogliono ribaltarla, troppi falsi profeti penalizzano l’uomo con la parola dell’uomo. Un fuoriclasse della scienza si penalizza se ha la tendenza dell’alcolismo, un grande atleta se aumenta il peso di 20 chili diventa mediocre, così un cristiano che non si nutre della parola di Dio si svuota del potenziale che il Signore gli ha dato. Sappiamo cosa vuol dire essere battezzati? Troppi messaggi si attribuiscono alla Madonna, ma pochi hanno contribuito a una crescita conforme alla volontà di Dio. Non è forse il silenzio il messaggio principale di Maria Santissima? Dobbiamo seguire totalmente e solamente quello che è già stato rivelato per noi nelle Sacre Scritture e capire se siamo unanimi nel parlare, conformi nel progetto che ci è stato affidato. Desideriamo veramente la lode e la gloria del Signore? Non possiamo pensare di fare questo senza la croce, di diventare subito miracolosi e di avere dei carismi senza essere stati provati e rinforzati nella parola di Dio. Chi conosce il carisma che può esplodere in noi a nostra insaputa? I santi non si rendevano conto di averlo, ma subivano ogni sorta di ingiustizia e sofferenza. Non proclamavano miracoli, ma la parola del Signore, il vero autore dei prodigi. Oggi le grida di dolore salgono da ogni parte del mondo, l’ingiustizia si è dilatata a dismisura come mai si è sentito prima. In un marasma del genere possiamo portare alla luce quello che il battesimo ci ha trasmesso e far fare grande festa agli angeli in cielo. Coloro che sono meno accreditati danno i maggiori risultati, perché lavorano in santa pace sulla parola di Dio senza essere disturbati. Perciò la Madonna apparendo a Roberto disse: “Non dire niente a nessuno che sarà tutto più facile per te“. Non dobbiamo farci prendere dai nostri ragionamenti e dalle nostre paure, per assurdo se decidessimo di pensare anche alla nostra anima e corrispondere alla chiamata di Dio, potremmo farci seguire di più dai nostri cari. Potremmo riconquistarli senza assecondarli in ogni loro passo. La volontà di Dio non necessariamente combacia con la nostra, ci siamo dimenticati della prova di Abramo? Perché mettiamo al primo posto i nostri figli? Il Signore non porta distruzione e sofferenza, ha pensato ai gigli del campo e agli uccellini, non può non aver pensato a noi e al sangue del nostro sangue. Accettiamo le proposte che ha messo nel nostro cuore, non solo quelle degli altri, e piangeremo di gioia. Dio merita la prima scelta, ricordiamo cosa è accaduto a Saul quando ha disobbedito. Potenzialmente siamo dei fuoriclasse in virtù del nostro battesimo, se non diamo i frutti che potremmo dare la colpa è nostra. Ci abbandoniamo a Dio? Lo abbiamo nel cuore? Tutti i battezzati sono dei chiamati, ma oggi siamo alla deriva perché non si segue più il Vangelo, le priorità che Dio ha messo nel nostro essere. E nemmeno abbiamo reso felici le persone vicine. Ci conviene seguire questa strada?
NON SOSTENIAMO CERTE DICERIE
Tutti danno delle motivazioni sul perché le cose peggiorano, ma chi critica non è molto illuminato e convinto del progetto di cui fa parte. Rappresentiamo Dio nella bontà e nell’amore? Di tutte le cose che conosciamo rimarrà la fede, la speranza e la carità, cioè la parola di Dio. Se qualcuno vuole che ci confrontiamo nel dialogo, è per metterci in difficoltà. La persona intelligente tante volte fa un passo indietro, tronca la discussione per evitare che degeneri, evitando di dire l’ultima parola. Ma solo in apparenza ne esce sconfitto. Quanti cristiani colpevolizzano la Chiesa pensando che il danno maggiore venga dagli errori del papa o dei cardinali! Che danno possono dare se vivono dignitosamente? Sono personaggi di livello mondiale che portano tanto bene nelle casse della Chiesa, più di quello che portiamo noi, ed è giusto che abbiano qualcosa in più. Devono avere la dignità del ruolo che ricoprono, altrimenti vengono presi in giro. Vogliamo difendere la Chiesa o completare l’opera della sua distruzione? La rovina della fede viene da noi cristiani che non siamo in grado di rivelare la Verità e non ci amiamo più. Entra la cosa migliore, la preghiera, e fuoriesce la cosa peggiore, la critica, la polemica, la parola del demonio. Tante persone non vanno in chiesa perché non la frequentano uomini coerenti. Fa bene questo alla nostra fede? Da quando i papi hanno chiesto scusa per gli errori dei cristiani è esplosa la rabbia dei nostri nemici. Non hanno anche loro elementi per chiedere scusa e fare la pace? Possiamo andare in casa loro a fare quello che fanno in casa nostra? Nel cammino dei cristiani ci sono tante dottrine varie e peregrine, com’è possibile? Molti sacerdoti sono preoccupati perché anche negli oratori e nelle giornate della gioventù non viene rispettato il sesto comandamento… Educhiamo i nostri figli, ritorniamo a rispettare i comandamenti, a essere obbedienti alla Chiesa, a basare la nostra fede sulle opere e non sulle parole. Il Signore si aspetta di trovare poche persone giuste per salvare Sodoma e Gomorra.

