IL COPIONE DIMENTICATO
Dove c’è un’orchestra c’è un maestro, dove c’è una squadra c’è un allenatore, e chi non recita il proprio copione viene scartato. L’universo creato è l’orchestra più bella perché tutto è in sintonia e il miglior regista è Dio. Quale copione ha messo nelle nostre mani il Signore? Quello delle fantasticherie e dei prestigiatori? Così svuotiamo le persone dalla fede. Anche tra i carismatici si rivela di tutto tranne la parola di Dio. Il vero carismatico non sa neanche di avere il carisma, ma quando lo diffonde è perseguitato, criticato, calunniato, condannato. Non viene a casa incensato e ingioiellato. Con il battesimo, la comunione e la cresima, abbiamo ricevuto il copione della vita con le verità principali della fede cristiana. Chi di noi riesce a rivelarlo? Chi conosce le opere di misericordia corporale e spirituale, i precetti della Chiesa, i comandamenti della carità, i sacramenti, i doni dello Spirito Santo, le virtù teologali e cardinali, i novissimi, i vizi capitali, le beatitudini? Si sente parlare di segni, di miracoli, di carismi, di stimmate, di persone che cadono in terra, ma non delle verità di fede. Come può recitare un attore senza conoscere la sua parte? Perché non andiamo ad insegnare agli ignoranti, ad ammonire i peccatori o a consolare gli afflitti? Quando interpretiamo un copione inventato e stravolto, è come se andassimo a dire che il gallo fa l’uovo! Qui si tratta della vita eterna, non di bazzecole. L’unico miracolo che hanno fatto tanti carismatici è stato quello di far risorgere il loro conto corrente… Sappiamo cosa vuol dire perdonare le offese, immolarsi, accettare le ingiustizie? Dove sta scritto “tu prega“? Sono i cristiani che stanno distruggendo la fede, non gli atei. Le generazioni che ci hanno preceduto erano più obbedienti alle verità di fede, ce le rivelavano. Beati coloro che hanno sete di giustizia, non di vendetta. Oppure beati quelli che vincono al superenalotto e hanno una bella moglie? Dobbiamo interpretare Dio, non recitare una farsa.
CONSIGLIAMO I DUBBIOSI O CREIAMO PIÙ DUBBI?
Invece di conoscere la parola del Signore, andiamo a ripetere la storia parziale di alcuni profeti che hanno catturato la nostra fiducia, deviando poi dalla Verità. Ci comportiamo per abitudine, racchiudiamo tutto in due preghiere, pensiamo al dialogo e a socializzare, ma riveliamo una fede astratta, illusoria, miracolistica. Dove vediamo persone contagiate dalla gioia e dall’amore? I disastri sono davanti ai nostri occhi, siamo i veri anticristiani. Non dobbiamo essere dei perbenisti, come quelli che vogliono il dialogo con chi ha il mitra in mano. Siamo più prudenti, non esponiamoci così. Perché farsi prendere dalla paura? Se fossimo autentici l’Autore della vita interverrebbe per amore di pochi a beneficiare i molti. Perché non lo fa? La missione che ha affidato ad ogni cristiano è quella di rivelare le verità principali della fede cristiana, non gli effetti speciali. Le sappiamo spiegare con dovizia e verità spirituale, attraverso il dono dello Spirito Santo? Questo disordine viene dall’uomo, è il risultato logico del nostro comportamento cristiano. Pregando e non conoscendo niente si rappresenta un Dio teorico. La Chiesa ci invita ad andare a messa una volta la settimana, a confessarci e comunicarci almeno a Pasqua. Perché andiamo a penalizzare altri? Semplifichiamo la vita cristiana, non carichiamo di pesi eccessivi le persone lontane dalla Chiesa, perché poi la rifiutano. Rimaniamo con le misure minime richieste, sarà compito di ciascuno aumentarle senza sconvolgere il proprio equilibrio. Mostriamo che i figli della luce quando si svegliano sono più scaltri dei figli delle tenebre.
IL COVO DI CONTESTATORI
Dobbiamo dispiacerci per quello che si dice quando ci si trova in gruppo. I luoghi di pellegrinaggio e i gruppi di preghiera dovrebbero essere centri dell’amore, della misericordia e del perdono, invece spesso sono centri di contestazione, di sobillatori, di giudici. Si contestano perfino i preti, i vescovi, il Papa! Dissociamoci da certi ambienti. Quando sentiamo un sacerdote parlar male di un altro sacerdote, stiamo dalla parte di quello che viene perseguitato e non da quello che accusa la sua istituzione, saremo meno complici di un complotto demoniaco. È verità di fede non criticare e giudicare. Non si va a pregare criticando il magistero della Chiesa, neanche se quel prete è un pedofilo. Cosa otteniamo? Incoraggiamo gli altri a dissentire dai rappresentanti della fede e dalla Chiesa, perché poi il miscredente fa di tutte le erbe un fascio. Piuttosto facciamo un digiuno per quel sacerdote o per quel fratello che non si comporta bene.

