IL CONTAGIO VELENOSO DELLA MORMORAZIONE
Il Signore vuole farci conoscere le cose più belle sulla terra, non una problematica dietro l’altra. Invece sembra che desideriamo conoscere di più i problemi degli altri. Nei suoi messaggi la Madonna, che sa tutto di tutti, non ha mai detto che desidera scoprire i problemi dell’uomo, nè confidato polemiche contro nessuno. Ha solamente incoraggiato a migliorarci perché sa che se ci impegniamo, possiamo eliminare i nostri mali per dare spazio solamente alla gioia e all’amore. L’unico avvertimento che la Madonna ha dato a Roberto e che riguarda il mondo, è quello di “pregare molto che per l’umanità si prospettano rotture inimmaginabili”. Il nostro animo è desideroso di gioia, di bene o di problemi? Se desideriamo conoscere i problemi degli altri è perché ne abbiamo molti dentro di noi. Fossimo liberi di animo e di spirito, e decantassimo le qualità gli uni degli altri, potremmo vivere un momento magico, sentendo la gioia che il Signore intende farci scoprire. Perché vogliamo crescere in un mondo che non sa amare ed essere unito? Se troveremo questa gioia nel profondo del cuore, tutto quello che faremo sarà una benedizione, una felicità continua. Nel mondo ci sono anche le cose belle, non solo quelle brutte e cattive. Cerchiamo di guardare al lato migliore della vita: l’armonia, la gioia, la serenità. In Paradiso, tra le schiere degli angeli, dei santi e dei profeti, c’è solo la gioia del gaudio e del ringraziamento, non entrano onde polemiche. Potremmo conoscere questa esperienza, ma purtroppo ci appoggiamo di più a coloro che accusano un ente, un’istituzione, una famiglia, un sacerdote. C’è più facilità di unione quando c’è questo richiamo che quando c’è la rivelazione dell’amore e del gaudio. Stiamo attenti ai fiumi di parole che giornalmente escono dalla nostra bocca, gli angeli non mormorano come facciamo noi. Blaterare, criticare, mormorare, diventa contagioso in mezzo a noi! Sono tutti elementi di disturbo di chi vuole lodare Dio.
CONSOLARE MARIA PER OTTENERE GRANDI GRAZIE
Le cose belle dovrebbero aiutarci ed essere di stimolo a fare quello che Maria Santissima ci chiede, per meritarci le grazie che vuole offrirci, per diventare i suoi consolatori, i suoi espiatori. Invece nel mondo tutti vanno per conto proprio, sono degli improvvisatori, dicono di “voler fare” e in realtà vogliono realizzare il loro progetto, poco si curano dello stato d’animo di Maria Santissima. Cosa c’è di più bello che consolare il suo cuore meraviglioso, come hanno fatto alcuni santi, ottenendo grandi risultati? Anche noi potremmo riuscirci, non è un’utopia, e la Madonna desidera tantissimo farcelo conoscere. Prima di tutto occorre saper accettare le ingiustizie: è una opportunità che abbiamo tutti in abbondanza. Non dobbiamo dire che non è facile perdonare, perché anche noi dobbiamo farci perdonare le volte che non ci siamo comportati in modo corretto. Poi bisogna essere obbedienti alla santa Chiesa, senza criticare i sacerdoti, altrimenti è tutto tempo perso. Anche se vediamo che qualcuno dei consacrati non si comporta come dovrebbe, cerchiamo di essere uniti in una preghiera di sostegno, in un sacrificio, in una buona azione, per espiare quell’errore e non per accusarlo. Non facciamoci coinvolgere dall’eco malefico del giudizio, della critica e della divisione, specialmente se l’insinuazione riguarda la santa Chiesa. Per nessun motivo. Amiamo la Chiesa intera, sosteniamola e approviamola, visto che anche noi ne facciamo parte, così non andremo contro quello che il Signore ci ha detto. Piuttosto facciamoci un esame di coscienza visto che la vera Chiesa in crisi è quella laica, la destinataria della maggior parte dei messaggi di Maria Santissima. Viviamo con coerenza senza prestare il fianco alle mormorazioni, che sono velenose e devianti. Non sottovalutiamo la mormorazione solo perché non è condannata dalle leggi o dai giudici di questo mondo. Pensiamo a quello che il Signore può pensare di noi nel momento in cui non sappiamo unirci ed offrire la nostra parte migliore. Pensiamo invece alla gioia che possiamo regalare alla santissima Trinità nel vedere che uno di noi sa consolare il cuore di Maria, rattristato da realtà difficili, confuse, pessime, ci offrirebbero dei benefici senza limiti. Il risultato dipende tutto da noi, da come viviamo e ci dedichiamo, perché la stessa grazia viene concessa a tutti, nella misura in cui ognuno la sa gestire. Solo resistendo a tutte le insinuazioni, a tutto il contagio e all’influenza che il mondo può avere su di noi, potremmo offrirci come ausilianti ed espianti di Colei che merita di essere consolata.
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