I DISCORSI NEGATIVI DIFFONDONO IL MALE
Tutto ciò che critichiamo è opera dell’uomo e del suo disordine, non del diavolo. “Non facciamo il bene che vorremmo e facciamo il male che non vorremmo”, diceva san Paolo. Il peccato non offende Dio, ma la nostra anima. Non pensiamo di essere bravi solo perché non rubiamo e non uccidiamo. E il resto? Perché parliamo dei mali del mondo? Non c’è niente di più bello della nostra Chiesa, un rifugio meraviglioso e stupendo dove attingere pace, speranza e salvezza. Non siamo chiamati a diffondere le magagne degli altri, perché chi è senza peccato scagli la prima pietra. Se avessimo Dio nel cuore, le miserie del mondo ci passerebbero accanto senza toccarci; ci dispiacerebbero, ma non potremmo farci nulla. Gesù e Maria le vedono da millenni eppure continuano a parlarci di pace, amore e concordia. Sanno tutto di tutti, eppure non dicono niente di nessuno. Con il battesimo, noi cristiani abbiamo ricevuto da Dio il privilegio di una grande forza. I doni vanno coltivati come i fiori, altrimenti muoiono, e noi stiamo morendo spiritualmente. Quello che esce dalla nostra bocca è gradito a Dio? Il diavolo sa bene che basta poco per farci cadere nelle sue sabbie mobili: ci fa credere di difendere il bene criticando e giudicando. Ma non ci fa amare. Gli apriamo le porte quando ci arrabbiamo con i politici, i vicini, i colleghi e i parenti. Chi è l’apostolo della pace nelle famiglie e nelle beghe condominiali? Parliamo sempre e solo d’amore, perché i discorsi negativi non cambieranno mai questo mondo malato a causa dei nostri peccati. Anche se non saremo perfetti, potremo esserlo nell’amore: amandoci, minimizzando, facendo finta di niente, offrendo le nostre offese e non lasciandoci ferire nell’orgoglio.
SENZA IL NOSTRO AIUTO NON PUÒ FARE NULLA
L’umiltà è anche accettare l’ingiustizia: quante volte ci siamo scusati dicendo: “Ho torto io“? Quanti di noi parlano di Dio in modo corretto? Il Vangelo non ha più per noi l’importanza che aveva per i nostri padri. È allucinante che quelli che potrebbero fare un po’ di bene in più e che si dichiarano figli devoti di Maria Santissima, in alcuni casi, siano i più falsi. La Madonna merita rispetto e collaborazione: a cosa serve la nostra devozione se ci pugnaliamo alle spalle? Non dobbiamo condannare il nostro nemico o avere il cuore pieno di rabbia per fargliela pagare, ma offrire queste ingiustizie, perché il nostro nemico è colui che ci fa salire in cielo se lo amiamo e perdoniamo. Davanti a Maria Santissima, le nostre piccole mancanze a cui non diamo importanza, ci sembrerebbero peccati gravissimi. Se ci impegnassimo di più, potrebbe ottenere molte più grazie per noi e per l’umanità. Perché ci lamentiamo e siamo così arrabbiati? Eppure viviamo nell’epoca con più progresso e benessere. Se prendiamo la parola di Dio con superficialità, il demonio se la ride e ha buon gioco su di noi: per fare del male ha bisogno della nostra collaborazione, da solo non può fare nulla. È per questo che odia la Madonna: con la sua umiltà e il suo silenzio, ha accettato ogni ingiustizia senza dargli alcuna possibilità. Così hanno fatto i santi. Dio, invece è onnipotente, per cambiare il mondo non ha bisogno del nostro aiuto o delle nostre preghiere, né per compiere i suoi prodigi come quando ha aperto il Mar Rosso.
PERCHÉ ABBIAMO BISOGNO DI SEGNI E PAROLE?
Usiamo troppe parole e troppi discorsi che servono solo a dimostrare la nostra immaturità. Per ottenere un diploma o una laurea dobbiamo studiare, confrontarci e chiarire i nostri dubbi. Quando poi dobbiamo mettere in pratica, le parole non servono più. Con le parole non costruiamo mai niente. Quando passeremo dalle parole ai fatti nella nostra fede? Troppi demoni parlano in nome della Madonna! Molti carismatici propongono di andare a ricevere ogni sorta di segno nei pellegrinaggi: sembra che tutto sia possibile nelle manifestazioni soprannaturali. Quale novità vogliamo scoprire? Perché questi fenomeni non si verificano nei luoghi riconosciuti dalla Chiesa, come Lourdes, Fatima o Guadalupe? L’amore che Dio vuole farci conoscere è quello che ci libera da queste condizioni psicologiche. Ci veniva addirittura detto che profanavamo l’Eucaristia se la ricevevamo sulle mani: forse la profanazione è maggiore se la riceviamo sulla lingua che ha appena versato veleno. È questa la fede che dobbiamo rivelare? Se abbiamo bisogno di segni, la nostra fede è immatura e non saremo mai artefici della pace e della parola di Dio. La Madonna desidera cristiani credibili, che basino la propria vita sulla “Preghiera semplice” di San Francesco e che sappiano accettare le ingiustizie per non deturpare l’armonia. Non cristiani che, come i bambini, se fanno i bravi vogliono ricevere una caramella. La vera fede è quella che ci fa stare bene quando dovremmo disperarci, quando accettiamo la croce, quando non pensiamo al nostro tornaconto, alla nostra vanagloria, al nostro sentirci “salvatori della patria”. Più ci avviciniamo a Dio e più ci sentiamo i peggiori, indegni di aprire bocca e dare fiato alle nostre fantasie. Il bene non ha mai fatto rumore, il male sì. Ma non è onnipotente come Dio, che parla molto meno.

