DOV’E’ DIO?

Anche se il mondo ci ha fatto tutti i torti di questa vita, il Vangelo vuole che ci mettiamo in discussione, altrimenti non c’è carità umana. Il Signore è misericordioso, ma ci dimentichiamo che possiamo esserlo anche noi, dimostrandoci solidali con Lui su ciò che l’offende di più. Pensiamo che le offese più grandi verso il Signore siano la bestemmia, l’omicidio, l’adulterio, rubare, ma se al di sopra di questo ci fosse il fatto di non essere all’altezza della nostra situazione? Dio ci ha pensati e fatti cristiani ancor prima che nascessimo, ci ha dato le caratteristiche necessarie per svolgere il nostro ruolo, se non lo facciamo non saremo mai all’altezza della nostra situazione, anche se pregassimo ventiquattr’ore ore al giorno. Non vogliamo mettere in pratica la carità perché ci coinvolge troppo da vicino. La carità non è un fatto di rispetto umano, di gentilezza o di cortesia, ma si esprime eliminando noi stessi, donandoci agli altri con amore, come ha fatto Gesù. Ciò che ha fatto più danni alla fede è la ragione dell’uomo, la sua parola ha creato una grande distanza tra noi e l’autenticità cristiana, a partire dalle epoche che ci hanno preceduto. Dobbiamo essere solidali con il Signore per il danno creato alla fede dai nostri discorsi e commenti, riparando in silenzio, non favorendo l’errore che i nostri simili hanno fatto prima di noi o con noi e vivendo totalmente come sta scritto sul Vangelo. Impariamo a fare quello che Lui ci ha detto, non a fargli fare quello che vogliamo noi. Non sappiamo quanto la Madonna viene disonorata nel divulgare frasi che non ha detto, in realtà una percentuale altissima di messaggi sono di demoni che parlano a nome suo. Per essere solidali con Lei dovremmo entrare nella dimensione del non-messaggio ed essere messaggeri con la nostra vita del Vangelo. Non pecchiamo più di ingenuità e non pensiamo solo a noi stessi, altrimenti manchiamo di carità. Pensare al nostro prossimo non è fare l’elemosina, in questo caso dovremmo ringraziare Dio perché ci ha messo nella condizione di essere coloro che danno e non quelli che chiedono. In tanti episodi della vita si sente dire: “Dov’è il Signore? Perché permette questo?Il Signore è dove l’abbiamo lasciato noi, quando abbiamo iniziato a vivere senza Dio, dieci, venti, trent’anni fa. Siamo talmente confusi e fuori da ogni realtà che non sappiamo neanche dove andarlo a cercare. A cosa serve tutto il nostro pregare?

È DA STOLTI CAMMINARE SU UN ALTRO SENTIERO

Se riflettiamo nella luce, possiamo irradiarla agli altri, ma convincere con le parole, anche se sono centrate e significative, non ha niente a che fare con ciò che il Signore vuole rivelare. Noi non siamo all’altezza di cambiare le persone, non dobbiamo sostituirci a Dio, perché la carità non è vanità. Ammettiamo di esserci tanto persi nel cammino della vita e tanto allontanati dal Signore. Chi di noi può tornare a ritroso per riprendere quello che ha sprecato? Se non torniamo a recuperare quel punto che abbiamo abbandonato, non riusciremo a capire come dobbiamo comportarci davanti a Lui. Tutto quello che stiamo cercando non è insito nell’uomo, ma è sul Vangelo, davanti al quale possiamo metterci a nudo per capire quanto ancora dobbiamo conoscere. La fede è un cammino infinito di crescita, non possiamo limitare la sua azione e la sua potenza. Deve starci a cuore riparare ai nostri errori, alle grazie e all’amore che Dio ci ha dato e che abbiamo sprecato. È un’offesa per noi l’amico che, invece di migliorare la sua condizione, spreca tutto quello che gli abbiamo dato, siamo sicuri che il Signore non faccia lo stesso ragionamento davanti al nostro egoismo e alla nostra presunzione? Magari nella sua misericordia Dio ha accorciato la distanza che ci divide da Lui, però dobbiamo riconoscere i nostri sbagli, non quelli degli altri. Specialmente ai suoi figli chiede sempre un atto di coraggio, una forza superiore alla ragione, di essere incoscienti, perché se non ci abbandoniamo a Lui, faremo solo quello che riteniamo più conveniente per noi. Diciamo al fratello: “Prova a pensare dove hai lasciato il Signore quando hai iniziato a cambiare il cammino che ha tracciato per te“. Forse quel sentiero non l’abbiamo mai percorso oppure l’abbiamo seguito fino a una certa età, poi abbiamo dato ascolto a quello che il mondo ci suggeriva! Diversamente avremmo un risultato certo perché Dio non viene mai meno alle sue promesse fatte ai nostri Padri e a coloro che si sono dimostrati giusti. È da stolti continuare a camminare su un altro sentiero, quello preparato per noi è già stato disboscato da Gesù, non è una foresta impervia nella quale bisogna sudare sette camice.  I nostri errori possono farci capire quello che il Signore intende rivelarci.

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