DAL CENACOLO AL MISMA

Maria Maestra della Chiesa

Sul finire del rosario recitato l’ultimo giovedì del mese di agosto 2010 sul monte Misma, Maria Santissima ha fatto conoscere a Roberto una realtà nuova. Il veggente è stato trasportato in un’altra dimensione, nel Cenacolo, e la Madonna gli ha detto: “Vedi che cosa si è iniziato nel Cenacolo?. La scena è stata mostrata per un attimo e rappresenta l’inizio del Nuovo Testamento: Maria e gli apostoli in preghiera. Gli apostoli erano abituati a pregare come si pregava nel Vecchio Testamento, tanto è vero che Pietro si è “preso” con Gesù (la visita a Cornelio negli Atti degli Apostoli), perché osservante della legge ebraica della Torà.

Maria Santissima non era lì per caso nel Cenacolo, ha insegnato agli apostoli a pregare.

Gli apostoli non dovevano diffondere solamente la legge di Dio, le parabole e scrivere le lettere che hanno scritto, hanno insegnato anche a tutti popoli come si prega. Roberto ha visitato il Cenacolo: era una stanza grande, meravigliosa e stupenda, c’era una pace, una serenità e una luce, erano tutti compunti e ossequiosi a pregare nel silenzio. Lì si è incominciato a pregare come preghiamo noi. Nessuno ha mai rivelato questa confidenza! La Madonna è la prima che ha recepito intelligentemente e scaltramente il modo migliore di pregare. Era la conferma e il compimento della legge di Mosè, non la sua abolizione. Gli apostoli sono stati con Maria fino a quando erano pronti per andare in ogni continente a predicare la lieta novella, la gioia e l’amore, il vero motivo per cui è stata fondata la Chiesa. Non per diffondere le magagne degli altri o le astute trame demoniache. Poi di generazione in generazione si è ritornati alla vecchia maniera, troppi cristiani pregano basandosi su tante parole, come i pagani, annullando tutto quello che pensavano di aver accumulato nella loro vita. Non possiamo immaginare la Madonna che prega come preghiamo noi, con ansia, affanno, disperazione e sofferenza, da arrabbiati se gli altri non pregano come noi. Dobbiamo ritornare in quel Cenacolo e capire che bisogna ascoltare la Madonna, come Lei stessa ci supplica di fare dal monte Misma: “Ah se questi figli mi ascoltassero!” Chissà quante grazie potremmo ottenere in un modo più semplice: “Non sprecate parole come pagani che credono di venire ascoltati a forza di parole, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate“.  La preghiera non deve essere originata da motivazioni di sofferenza causate dall’uomo, da noi che non sappiamo amare le persone che incontriamo, i nostri nemici. Non dobbiamo essere convinti che la preghiera elimina tutti i nostri guai o ci rende meritevoli di grazie da parte del Signore. Possiamo però dare valore e forza alla preghiera, se diventiamo giusti davanti al Signore e facciamo la sua volontà.  Sia la nostra preghiera una lode ed un ringraziamento a Dio per tutto quello che ci ha dato per poter vivere bene, consapevoli che né i referendum e i cortei di contestazione possono intervenire nelle situazioni lontane da noi, ma solo il Signore può toccare il cuore di un dittatore o un di governante. La Chiesa non è un fatto sindacale e non è neanche democratica: o si rispetta la legge o ognuno si faccia la sua cultura e un giorno ne risponderà davanti a Dio.

DIVENTARE RESPONSABILI PER NON COMMETTERE UN GRAVE PECCATO

C’è stato svelato un passaggio molto importante per diventare responsabili di questa rivelazione che Maria Santissima ha voluto farci conoscere, non per divulgarla di casa in casa, ma per cambiare le nostre abitudini ed il modo di affidarci a Dio. Se, dopo duemila anni, desidera farci conoscere il modo migliore di pregare, è perché non preghiamo nel modo giusto. Il Signore non ha bisogno che noi accompagniamo la nostra preghiera con tante parole per essere ascoltati. E se questo fosse un grave peccato? Ricordare tutti i giorni le nostre richieste, i nostri problemi, dimostriamo di non credere che Dio conosca già quello di cui abbiamo bisogno. La preghiera deve essere solo una lode e un ringraziamento per ciò che ha fatto per noi. Avremo dei meriti superiori alle nostre raccomandazioni e dimostriamo di rispettare la legge di Dio.