CON LA LINGUA SI TRASGREDISCE MOLTO

Uno che si predispone a servire la Chiesa dovrebbe diventare muto, quanto meno dovrebbe darsi un tempo per diventare saggio; poi l’apostolo saggio con due parole dice quello che un altro direbbe in un mese. Quando avremo raggiunto quel livello, sicuramente faremo pochi errori, perché diremo poche parole. Se il Signore ha scelto Maria Santissima, la Regina del Silenzio, vuol dire che la caratteristica indispensabile per servirlo è quella del silenzio. Significa che Dio non ha bisogno di ripetitori, di persone che incantano con le parole, ma di servi silenziosi e obbedienti, idonei a ricevere le grazie e le perle celesti. Consideriamo con letizia il suggerimento di Maria SS. di misurare bene la lingua, perché ha un potere che non ce ne siamo resi conto: ha diviso la Chiesa, le famiglie, ha creato tanti scismi e tanti crolli, ha effuso tante condanne a morte! La lingua è legata all’orgoglio o all’umiltà. La Madonna era grandissima, ma ha misurato bene le sue parole e il Signore ha guardato la sua umiltà, non quello che ha detto. Colui che invece non è saggio è colui che parla molto! Stiamo attenti. Per comportarci nel modo migliore, incominciamo dalla base, a capire che senza l’obbedienza alla Chiesa non esiste il resto: anche a re Davide, a Salomone e a Giobbe, Dio ha chiesto l’obbedienza! E perché allora noi siamo disobbedienti alla Chiesa? Coloro che la disobbediscono sono quelli che la frequentano, che conoscono la legge, non quelli che hanno aderito ad altre teorie. Capiamo i nostri errori, perché le prostitute ci passeranno avanti. Amiamo la nostra Chiesa come noi amiamo la nostra casa, anzi anche la nostra casa è un bene che il Signore ci ha concesso di avere, perché noi non potevamo concedercela personalmente; dunque la casa del Signore la dobbiamo amare doppiamente: primo perché il Signore ci ha concesso la nostra casa, secondo perché è la casa del Signore, dove egli è presente in continuazione per noi. Non entriamo nella casa di Dio baldanzosi, senza alcuna riverenza, perché quasi quasi abbiamo dei meriti perché siamo entrati nella sua casa, e addirittura avremmo bisogno di una riconoscenza speciale perché siamo entrati in chiesa, invece noi dobbiamo ringraziare il Signore che ci concede di varcare quella porta, e quando usciamo dobbiamo sentire la responsabilità di esseri cristiani.

PARLARE A VANVERA DI DIO INFRANGE IL 2° COMANDAMENTO

Diventiamo quei servi obbedienti e silenziosi verso la Chiesa, facciamo la nostra parte, poi il resto lo farà il Signore. Quando Gesù ha moltiplicati i pani e i pesci, li ha moltiplicati non sull’inesistente, ma c’era un ragazzino che li ha offerti, quindi la parte umana, anche se limitata, è importante. La fiammella dell’autenticità cristiana deve nascere da noi, poi il Signore la moltiplicherà a dismisura, in un modo ed in luoghi a noi sconosciuti, ma quella fiammella di quei pani e di quei pesci mettiamocela noi. Sentiamoci già da oggi indegni di nominare il nome del Signore, per non infrangere uno dei dieci comandamenti, facendo attenzione che non pecchiamo solo con la bestemmia, ma quando parliamo a vanvera e con superficialità del nome di Dio. È scritto nel Vangelo che “Di ogni parola infondata renderemo conto nel giorno del giudizio“, ecco perché la Madonna vuole consigliarci di tacere quando si parla di Dio. Sono le ennesime confidenze di Maria Santissima che Roberto ci trasmette senza enfasi, in un modo normale, perché la Madonna è semplicità, è rispettosa e contenuta. Diventiamo servi nascosti della Chiesa, non testimoni del sensazionale. Lasciamo perdere i riconoscimenti, i primi posti che ognuno di noi vorrebbe avere per mettersi in mostra. Facciamo un passo indietro se vogliamo amare veramente Maria Santissima e la Chiesa di Gesù. 

IL QUESITO DI MARIA SANTISSIMA

Lasciamoci educare dalla Madonna che ci pone un altro quesito: “secondo voi Gesù è stato tentato nel deserto dal demonio o si è lasciato tentare per dimostrare che la natura umana può essere vinta con la nostra resistenza?”  Non lo sappiamo, perché per noi Gesù è stato tentato nel deserto per quaranta giorni, ma si è lasciato tentare per dimostrare che, con la sua natura umana come la nostra, potremmo resistere di più all’insinuazione del maligno che giornalmente abbiamo. Grazie a quest’episodio del Vangelo, abbiamo la certezza di avere che fare con un nemico che ci vuole portare al peccato, alla trasgressione, e che noi non dobbiamo fare di testa nostra per vincerlo, ma restare obbedienti alla parola del Signore, alla Chiesa.