COLUI CHE HA TRAFITTO È DIVENTATO SANTO
Noi abbiamo accettato delle abitudini comportamentali che riteniamo complessivamente giuste davanti a Dio, ma che non confermano quello che sta scritto sul Vangelo, poiché la nostra vita non è uguale a quella che ci illudiamo di realizzare ricevendo tante volte l’Eucaristia ed andando sempre a messa. Crediamo di conoscere la verità, di avere un certo carisma, che lo Spirito Santo interviene su un nostro comando. Queste sono pie illusioni, che ci fanno vivere una vita non nostra. In realtà il carisma che il Signore ci ha donato non lo conosciamo, ma lo abbiamo imprigionato dentro di noi attraverso un comportamento che ha annullato i benefici del battesimo. Vogliamo primeggiare, spadroneggiare sugli altri, essere creduti, fare i saccenti. Oppure incredibilmente ci facciamo condizionare dal primo che arriva e cambiamo subito modo di vivere come canne sbattute dal vento perché non abbiamo una fede giusta. Anche se non lo diciamo, questa è la nostra verità: dimostriamo nei fatti di non conoscere le cose di Dio, di non aver capito che deve essere il nostro comportamento a coinvolgere gli altri, non le parole. Dopo anni che leggiamo il Vangelo e lo abbiamo come linea di vita, ma dimostrando di non conoscerlo, avverrà quello che è scritto, che l’ultimo che arriva ci passerà davanti e avrà tutti i meriti. Non facciamo gli errori che altri hanno commesso prima di noi, il giorno prima cantavano “Osanna al figlio di Davide” e il giorno dopo hanno messo in croce Gesù. Mentre colui che gli ha aperto il costato, Longino, è diventato santo. Agli occhi dell’uomo, al disattento, è risultato che quello che gli ha aperto il costato è finito all’inferno e quelli che hanno osannato al figlio di Davide sono finiti in paradiso: invece è tutto il contrario! Ecco perché tanti anni di preghiera non ci devono illudere di essere giusti.
E NOI DOVE SIAMO?
I primi che non obbediscono alla volontà di Dio e a quello che la Madonna chiede, sono, in generale e senza criticare nessuno, i primi che si presentano davanti alle apparizioni, che accumulano preghiere facendo a gara a chi prega di più per sentirsi giusti. Senza che se ne rendono conto diventano emettitori di sentenze verso il proprio fratello. Ma le preghiere servono ad aumentare la fede o l’orgoglio? Smettiamola di sostituirci allo Spirito Santo, al Signore, a Maria Santissima dando delle indicazioni e dei giudizi che non ci competono. Non c’è cosa peggiore di questa che è vera ipocrisia. E Gesù gli ipocriti li ha già scacciati dal tempio. Per tali motivi dovremo lasciare andare avanti le prostitute e i malfattori per sentirci indegni, perché magari sono meglio di noi, perché colui che ha trafitto il Signore è diventato santo. C’è una netta differenza tra chi si converte e chi diventa santo. Se noi avremo in cuor nostro un esame di coscienza nel dire “io non sono degno”, “io non sono giusto” e se non lasceremo che tutti gli altri ci superino, non sentiremo lo stimolo per migliorare. Quello che pensa di meritare il primo posto, fa l’esatto contrario, commette l’errore di coloro che cantavano “Osanna al figlio di Davide”. Gesù ha detto che gli ultimi saranno i primi. Siamo ultimi, perché più che ultimi non possiamo essere. Meditiamo su questi passaggi, altrimenti ci illudiamo che tutto quello che facciamo noi sia giusto e tutto quello che fanno gli altri sia sbagliato. Maria Santissima ci vuole educare verso uno stile comportamentale che non abbiamo mai avuto prima. Il cammino che la Madonna ci chiede non è per coloro che si aspettano riconoscimenti umani, ma per antiprotagonisti, antisaccenti, che va controcorrente per diventare coloro che hanno obbedito alla volontà della Madre, i servi della Serva di Dio. Accettiamo con amore quello che la Madonna vuole darci. Riflettiamo sul costato trafitto (l’ultimo che arriva mi passa avanti): o siamo degli incapaci, che invece di andare avanti andiamo indietro, oppure c’è qualcosa che non va nel nostro comportamento perchè una piccola percentuale va avanti e la maggioranza no. Soddisfiamo le attese che Maria Santissima ha su di noi e che le ha manifestate a Roberto sul monte Misma con una frase piena di sentimento: “Ah se questi figli mi ascoltassero…”
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