CHI È PER NOI IL FIGLIO DI DIO?
Ogni nascita è un fatto straordinario perché dall’atto di amore di un uomo e una donna nasce una creatura. Pensiamo a quanto è straordinaria la nascita di Gesù nel seno della vergine Maria per opera dello Spirito Santo. Se avessimo la consapevolezza del significato della nascita del Figlio di Dio, perderemmo addirittura il senno tanto è grande questo avvenimento, il dono che il Padre ha voluto farci. Invece perdiamo la testa davanti a un cantante o a un calciatore. Il Signore vuole che manteniamo la nostra razionalità, la nostra ragione e i nostri interessi della vita, pur riconoscendo quello che il Padre sta facendo per noi. Se il Natale fosse percepito come un fatto straordinario, sarebbe facile vivere come il Signore ci chiede, con sentimenti di amore, concordia, letizia e gaudio. Purtroppo nel nostro cuore non viviamo questa gioia perché non riusciamo a trasmetterla, semmai trasmettiamo la gioia mentale, che è ben altra cosa. Siamo obiettivi: il Natale non ci coinvolge più! Per noi è insignificante questa nascita, ci interessa solo a parole, diciamo di amare e adorare Dio e poi non amiamo il prossimo. È meglio dimostrare al Signore il contrario. Che cosa ci impedisce di emozionarci davanti a queste verità immense? Riconosciamo di avere tutto il necessario per cambiare vita, secondo le linee che il Signore ha già preparato per noi e che troviamo nel Vangelo, per non essere come quegli ascoltatori smemorati, poiché “molti sono i chiamati e pochi gli eletti”. Chi è per noi il Figlio di Dio? Non riusciamo neanche a immaginarlo talmente è grande, eppure quante volte abbiamo il coraggio di criticare le scelte del Signore? Siamo ingrati, ci siamo dimenticati che anche le scoperte dell’uomo sono merito e dono di Dio che lo ha permesso, non sono un fatto dovuto. Dobbiamo amare tutto ciò che il Signore ha creato. Non diamo per scontato che siamo salvati solo in virtù di quello che Gesù ha fatto per noi: meritiamoci la salvezza eliminando le cose vane che ci portiamo dentro e che danno un risultato solo al nostro orgoglio, al nostro carattere e al traguardo che vogliamo raggiungere. Non facciamoci prendere dalla contestazione, che non va bene con il cammino di preghiera, per nessun motivo, perché il Signore ci ha dato delle linee che non dobbiamo cambiare: non giudicare, non criticare. Criticando una persona, insegniamo agli altri a criticare e si finisce per criticare la Chiesa, le scelte del Signore, per arrivare al gravissimo errore di criticare Dio. Riconosciamo che Gesù è venuto al mondo per farci vivere bene e pregustare la gioia del paradiso già su questa Terra. Però dobbiamo cambiare modo di vivere, dobbiamo lasciare entrare nella mente e nel cuore ciò che il Signore, con tanto amore e senza obbligo, ci consiglia.
PREGUSTARE LA GIOIA DEL PARADISO
Il Signore non ci ha creato solo per darci un’infinità di problemi, per metterci nella condizione di vivere in un modo confuso e sofferente, allo sbando e senza sostegno. Altrimenti a che cosa serve la nascita del nostro Signore Gesù? Dobbiamo sradicare ciò che per anni è entrato nella nostra mente, quell’abitudine di contestare, approvare, giudicare, come dipendesse tutto da noi. Se per la parte umana e materiale va bene, per la parte spirituale non è così, anzi è molto dannosa all’abbandono in Dio e alla crescita di ciascuno di noi. Non pensiamo solo ad accumulare preghiere e sante messe, ma dimostriamo di aver capito che Gesù è venuto su questa terra per farci gustare da subito la gioia del paradiso, non per farci sembrare dei poveri disperati che noi in questa vita devono solo soffrire! Ma chi l’ha detto? Può diventare anche un fattore psicologico che la società ci ha inculcato! Può essere anche dovuto a scelte sbagliate che abbiamo fatto. Perché nella gioia possiamo offrire rinunce e digiuni. Dobbiamo resistere a tutti gli attacchi che ci vengono rivolti per non farci conoscere queste verità, che il Signore ha voluto rivelarci con la sua nascita, perché solo in Italia è stato calcolato che ci sono più di 30.000 sette sataniche, composte da cristiani, non da atei o da miscredenti. È sufficiente aderire col pensiero a un comandamento diverso da quelli che sono i comandamenti di Dio (criticando e giudicando) per disgregare e dividere, per dimostrare al Padre la nostra ingratitudine per i doni straordinari che ci ha concesso. Il male agisce così. Rendiamoci conto della nascita del nostro Signore Gesù, per abbattere tutti i muri di separazione che ci sono fra noi e il Signore, per amarlo, ringraziarlo e onorarlo per quello che ci ha fatto, e iniziare da subito un cammino nuovo, consapevoli di avere come guida e protezione Maria Santissima.
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