CHE POSTO OCCUPA DIO NELLA NOSTRA VITA?
Abbiamo difficoltà a fare ciò che il Signore ci chiede, a servirlo e a rinunciare alle nostre abitudini quotidiane, perché non lo amiamo al di sopra di tutto! Prima ci sono gli impegni quotidiani, i familiari, il lavoro. Davanti a Dio mettiamo i nostri interessi economici, lo barattiamo con i soldi. Che tristezza! Per la persona che amiamo saremmo disposti a fare qualsiasi cosa, anche lasciare la nostra famiglia. Con il Signore non avviene perché prima ci sono i nostri problemi e le nostre esigenze, anzi pretendiamo che si debba accontentare di quello che gli passiamo. È questo il bene che dimostriamo al Signore? Al di sopra di tutto nella nostra mente, nel cuore e nei desideri, deve esserci il Signore, il quale è contento di essere presente nel nostro sentimento, anche se gli concediamo poco spazio. Un po’ come avviene quando amiamo una persona e possiamo frequentarla una sola volta alla settimana: il nostro pensiero è continuamente rivolto a quella persona, pur realizzando tutti i nostri impegni. È questo che il Signore si aspetta da noi, non che dimostriamo di andare a messa tutti i giorni o agli incontri di preghiera, tralasciando i nostri impegni e creando problemi alle persone che ci stanno intorno. È sufficiente santificare la festa e questo il Signore lo capisce bene! Dobbiamo essere consapevoli che è possibile dimostrare di avere il Signore al primo posto nei nostri sentimenti, indipendentemente dalla quantità di tempo che riusciamo a dedicargli. Vuole il nostro sentimento e ce lo ha detto chiaramente: “Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo”. Non ha mai chiesto di rinunciare ai nostri impegni familiari, non ci ha chiesto cose impossibili, ma una cosa semplice: amare. Che bello per il Signore vedere una persona che soffre serenamente perché non può lodarlo, ma deve aiutare la sua famiglia. Chiediamoci se il nostro comportamento è giusto rispetto a quello che Dio ci ha indicato. Non pensiamo di metterlo al primo posto solo perché preghiamo, quella è una cosa che non ci costa niente, anzi è un beneficio che il Signore ci ha fatto conoscere e ci concede. Amiamo, accettando le ingiustizie che, a volte, nascono da un nostro comportamento sbagliato.
LA NOSTRA VITA CI PROMUOVERÀ O CONDANNERÀ
Nei suoi interventi Gesù non invitava la gente a pregare, ma continuamente invitava a cambiare vita, ad avere uno certo stile comportamentale, non a guardare agli sbagli degli altri. Come possiamo pensare di criticare il prossimo se dimostriamo di fare ciò che il Signore ci dice di non fare? Siamo pieni di infermità spirituale perché dimostriamo di non possedere i frutti dello Spirito Santo, che sono amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza e dominio di sé. Sentiamoci indegni: “Signore tu mi hai messo al primo posto perché sei morto per me, mi hai dato il sacramento della riconciliazione, mi hai dato tutte le possibilità per essere ancora accettato da te, anche nei miei errori. Ma io non ti ho messo al primo posto e non faccio per te quello che tu hai fatto per me”. Siamo solidali con il Signore, con quello che Lui ha fatto per noi, per avere usato la sua potenza, il suo perdono, il suo amore. Le parabole di Gesù sono quasi un rimprovero al nostro comportamento, dato che non stiamo facendo le cose giuste e portiamo avanti la nostra idea che, la società, le mode e lo stile di vita, ci hanno inculcato in modo martellante. Ci siamo illusi di fare le cose giuste, di essere solidali con una parte del mondo che soffre, mentre non lo siamo con le persone vicine. Abbiamo fatto posto all’iniquità e alla falsità. Cerchiamo di fare quel poco che possiamo fare diventando coerenti, non mistici, miracolosi o miracolati, ma semplici e giusti. Interveniamo su di noi per dimostrare che il cristiano non è poi così pieno di difetti e di errori, come purtroppo sembra. Non lasciamoci condizionare dai fatti negativi, per non creare polemiche, dissensi e maldicenze. Perché non saranno i cortei di contestazione, le raccolte firme, i referendum ad eliminare tutto il male che c’è sulla terra, ma le vibrazioni d’amore che possono uscire anche dal nostro cuore. Inconsapevolmente queste ultime possono estendersi a macchia d’olio senza lasciare vuoti, a partire dalle persone a noi vicine. Come avveniva per Gesù e Maria, al loro passaggio il male si disintegrava, le persone dannate all’improvviso trovavano la pace, svaniva la rabbia e l’odio. Insegniamolo anche gli altri senza diventare persone bigotte o insignificanti, ma avendo gli interessi nei nostri impegni.
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