AVEVANO CAPITO BENE
Noi ignoriamo gli avvertimenti di Maria Santissima, come gli apostoli prendevano un po’ sottogamba le parole di Gesù. “Prega molto figlio mio perché per l’umanità si prospettano rotture inimmaginabili”, ebbe a dire Maria Santissima a Roberto trent’anni fa. A quante rotture inimmaginabili stiamo assistendo? E poi ancora, “prega molto figlio mio perché la gelosia e l’invidia che c’è tra un gruppo l’altro mi fanno molto soffrire”. Che bisogno c’è di sostenere gruppi o congregazioni quando poi non sosteniamo il Vangelo? Se qualcuno non ne faceva parte lo escludevamo, perché non diamo credito alle persone semplici. Non si può pensare che una semplice preghiera sia come una frase magica. È una offesa verso il Creatore. Così facendo ci siamo allontanati dalla parola di Dio, quella che ci fa dire “tu ama” e non “tu giudica e tu critica”. Non è cosa sbagliata entrare in certe congregazioni, sono opportunità che però devono confermare ciò che è scritto sul Vangelo. Quello che ci deve unire sono le cose semplici, il fonte battesimale, i comandamenti. Per capire la parola di Dio dobbiamo deciderci di stare dalla sua parte e prepararci alla prova. Se non stiamo attenti ci sfuggono le cose principali, prendiamo il vangelo di Marco: Partiti di là, attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Perché andiamo in giro a dire cose che non stanno in cielo né in terra? Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: “Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà”. Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo. Avevano capito benissimo che il maestro sarebbe stato eliminato. E l’hanno dimostrato subito. Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: “Di che cosa stavate discutendo per la strada?”. Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Stavano preparando il piano per chi doveva prendere il posto di Gesù. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: “Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti”. E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: “Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me… e colui che mi ha mandato”. Ha preso il bambino perché era il meno considerato nella società di duemila anni fa. Noi invece vogliamo essere i migliori e avere i primi posti, lo dimostriamo appena uno ci manca di rispetto. Perché non facciamo tesoro della Bibbia? La parola di Dio è esistita, esiste e esisterà sempre. Mentre camminavano per la strada Gesù disse a un tale: “Seguimi”. E costui rispose: “Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre”. Gli replicò: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio”. Un altro disse: “Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia”. Ma Gesù gli rispose: “Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio” (Lc 9 59,62). Il solco è la parola di Dio che dobbiamo seguire senza esitare, essa viene prima degli affetti terreni e delle congregazioni.
COSA C’È DI CRISTIANO IN NOI?
Negli ultimi sessant’anni le iniziative dell’uomo sono state un passo indietro verso il Vangelo. Sembrava che la fede dei nostri padri fosse una dittatura, un’ossessione, eppure tutte queste proposte non hanno lasciato nulla. Abbiamo accettato leggi anticristiane pur andando in chiesa e pian piano hanno demolito la protezione della famiglia. In casa nostra viviamo da miscredenti con malignità, polemiche, rinfacciamenti, interessi. Abbiamo proposto un’infinità di iniziative e tutte in un modo subdolo e demoniaco erano per de-cristianizzarci. Dov’è Dio nelle nostre azioni e nei nostri ragionamenti? Qualsiasi parola del Vangelo non corrisponde al modo in cui viviamo. Non sappiamo più da che parte sbattere la testa, poi andiamo la ricerca di persone che possono risolvere i nostri problemi. Nessuno ha poteri magici su questa terra, tranne colui che ci soddisfa di più, il demonio. Mentre Dio non scende ai nostri patti. L’uomo vuole promuovere sempre nuovi cambiamenti per allontanare il problema esistenziale che lo chiama in causa. Così abbiamo ridotto la Chiesa a un dispensario. Ci sentiamo indegni di varcare quella soglia o come persone che ne hanno il diritto? Abbiamo l’umiltà, la verità e l’amore nel nostro cuore? Ci vogliamo bene solo se le altre persone la pensano come noi, altrimenti sono nostri nemici. C’era più rispetto nelle famiglie dei nostri genitori, c’era il santo timore di Dio; oggi c’è arroganza e presunzione, malignità, scontentezza, avidità, avarizia. Vogliamo sempre dimostrare che siamo un gradino sopra gli altri. Esiste il Vangelo come regola di vita in casa nostra oppure vogliamo imporre i cambiamenti? Sono puri i nostri pensieri? I pensieri peccaminosi ci accompagnano per tutta la nostra vita perché abbiamo lasciato la porta aperta alla seduzione. Desideriamo totalmente di incontrarci con la Sapienza di Dio come ha fatto Salomone, ci renderemo conto che è facile tornare a Dio, amando.

