ALLA SCOPERTA DELL’ORIGINE NATURALE DELL’UOMO

I cicli dell’uomo hanno avuto un inizio ed una fine. Ci sono state civiltà che hanno dominato il mondo e poi sono sparite improvvisamente senza lasciare traccia. Se non fosse stato per qualche reperto archeologico che ne ha confermato l’esistenza, non ci sarebbero nemmeno prove che siano esistite realmente. Quanto l’uomo è nulla, inutile, di fronte a realtà che non vuole accettare… Consideriamo con che abitudine l’uomo sta vivendo. Noi siamo talmente pieni del nostro Io che se ci parlasse la Voce della verità, come a Mosè, ci metteremmo a ragionare e a dare delle direttive. Come ha detto Giovanni Paolo II°, il nostro comportamento ha disgustato il Signore: siamo diventati talmente stolti, arroganti e presuntuosi che pensiamo di essere noi la verità, di avere sempre ragione su tutto. Ecco l’origine del peccato, della superbia, dell’ipocrisia, tutte qualità che Dio rifiuta. Ci siamo lasciati ipnotizzare da una cultura che è dannosa per l’uomo perché toglie la libertà della verità e ci ha inculcato che noi abbiamo ragione, che è necessario commentare e contestare ogni cosa che sentiamo o che vediamo. Mai l’uomo ha ammesso di sbagliare e che deve imparare, anzi quando ragiona trova dei punti di polemica che sono gli altri ad avere sbagliato.

È DISONORE VERSO DIO VIVERE PER IL NOSTRO ONORE

Non viviamo più per rispettare i comandamenti, ma per essere rispettati. Il primo che non rispetta il nostro modo di ragionare, lo rispettiamo o esigiamo che lui ci rispetti? Così facciamo con il Signore. Viviamo per onorarlo o per essere onorati? Meditiamo sulla legge di Dio e sul nostro mandato di cristiani, altrimenti creiamo un danno e trasmettiamo l’esatto contrario. Cerchiamo di recuperare quei valori che ci sono stati dati da gestire e custodire, per essere testimoni credibili. Qual è la nostra condizione psicologica: ci identifichiamo in cristiani convinti e tutto il resto non conta? Che predisposizione abbiamo all’obbedienza, all’umiltà, alla carità, alla sottomissione, al fatto che per obbedienza dobbiamo accettare anche l’ultimo posto? Vogliamo obbedire o essere obbediti? Per assurdo, mettere in pratica il comandamento di Dio può essere l’ultimo ostacolo, l’ultimo problema da superare: prima ci sono tutti gli altri. Con le qualità di vita che ha l’uomo di oggi, come prima cosa da fare, non può rispettare la legge di Dio, è tempo perso! Disponiamoci alla verità di Dio, non alla verità dell’Io. Chi pensa di far rispettare il proprio Io, è già pieno di sé, non ha spazio per Dio. Ma chi siamo noi da far rispettare il nostro pensiero? La verità è Dio e per essa riusciamo a dominare il nostro istinto? Che ognuno mantenga la propria personalità e annulli ciò che ribolle dentro di sé.  Chiediamoci chi è Dio per noi, se è al primo posto e se ha la precedenza il nostro pensiero. Non spodestiamolo con un semplice discorso, non mettiamo sul trono il nostro Io, ricordiamoci che siamo un nulla. La Madre di Gesù vuole guidarci e ci ha confidato che non c’è differenza tra chi riceve l’Eucaristia e chi non la riceve, che sono di più i cristiani che chiudono le porte al bene e le aprono al male, del danno che la parola ha fatto. Con quale responsabilità gestiamo le ricchezze sopraffine che la Madonna ci fa con le sue confidenze? Continuiamo a ragionare, e invece di lasciarle crescere, vogliamo che la nostra idea venga presa in considerazione ed abbia il sopravvento su quello che Maria Santissima suggerisce. Che assurdità!

QUANTE COSE INUTILI FACCIAMO!

La Madonna non ha mai chiesto a Roberto di pregare, andare a messa, di fare questo o quello, ma di fare secondo il suo sentire. Lasciamo stare la quantità di preghiere: uno può pregare due minuti o ventiquattro ore, ma non possiamo affermare che chi recita più rosari è meglio di uno che non ne recita. Non tocca a noi. Non si deve andare in chiesa, pregare, fare i digiuni, leggere la Bibbia, per confermare la propria fede e la propria crescita spirituale, ma per un sentire individuale. È inutile andare a messa con lo spirito sbagliato o digiunare se non si ama il proprio fratello, meglio mangiare ed amare. La preghiera non deve indurire il cuore, ma rendere umile. Prima è necessario decidersi da che parte stare e poi essere coerenti con la scelta cristiana. Occorre capire perché si deve andare a messa o dire un rosario, poi sarà ovviamente buona cosa partecipare e pregare. Non sosteniamo pensieri di altri, mettiamo in pratica ciò che è un nostro impegno e diamo valore alla nostra fondazione spirituale, diventando cristiani attenti e scrupolosi alle cose di Dio.