AH… SE TORNASSI INDIETRO!
Siamo chiamati a testimoniare la ricchezza più grande che esiste su questa terra, la parola di Dio. Ma fintanto che non la sappiamo rivelare come si conviene, vediamo una dispersione di valori che di generazione in generazione penalizza l’uomo. È conveniente per noi vivere la parola di Dio, essa non serve al Signore, ma include tutte le nostre necessità. È la parola dell’uomo. Il Dio Creatore desidera che noi abbiamo a conoscerla per il nostro bene, non per un suo vantaggio. Non vuole il frutto della nostra fatica, né ci chiede una parte del nostro lavoro come il politico, ci lascia tutto. Semmai è felice che la sua creatura più bella ritorna a Lui per l’eternità. Se avessimo progettato la nostra vita sui suggerimenti di Dio, l’avremmo vissuta infinitamente meglio, sarebbe stata magica, meravigliosa. Non avremmo rimpianti e delusioni per i tanti errori commessi, perché Dio non è un carceriere che ci impedisce di realizzare ciò che pensiamo noi. Nei libri sapienziali ci dice in un modo molto chiaro quali sono le problematiche di ciascuno di noi: prima di tutto ci invita ad essere molto più prudenti, a non fidarci di tutti, a non fare il passo più lungo della gamba, a non farci maledire, a misurare bene le parole. Il Signore sa di cosa abbiamo bisogno, perché andiamo alla ricerca di cose effimere che paghiamo a caro prezzo? Qualsiasi nostro progetto implica un coinvolgimento, avere l’amante o costruirci sul danaro, non costa forse fatica? C’è una grande differenza tra una vita gioiosa e una piena di problemi. Quante volte abbiamo detto: “facevo meglio a…”, “se avessi conosciuto il Signore vent’anni prima…”. È intelligente vivere di rammarichi e nostalgie? Perché l’uomo, la creatura perfetta fatta di materia e spirito, ha così paura a conoscere la parola di Dio fino in fondo, con un cuore contrito? Non è la stessa cosa camminare in montagna leggeri o con un carico pesante sulle spalle: come possiamo godere le meraviglie della natura se siamo affaticati, affannati, oppressi, arrabbiati? Quel peso ce lo siamo messi noi, con i nostri pensieri e le nostre azioni dissolute.

IL FALSO NON PREGA COME IL GIUSTO
La stessa orazione può dirla sia il buono che il cattivo. Con quale stato d’animo chiediamo una grazia? Smettiamola di illuderci che con la preghiera si ottiene tutto in un mondo dove c’è solo ipocrisia, maldicenza, gelosia, invidia e permalosità. Noi preghiamo con la malizia che abbiamo nel cuore, non con l’atteggiamento esteriore che in molti casi nasconde tante colpe. Se dalla nostra bocca uscissero i sentimenti che abbiamo nel cuore, come in una sorta di prova, le nostre preghiere sarebbero diverse. Ecco perché è scritto “non chi dice Signore, Signore” e “con la bocca si benedice ma col cuore si maledice”. Come può la preghiera farci conoscere la parola di Dio? La preghiera comunitaria è più comoda, ci fa sentire giusti anche se non lo siamo e magari qualcuno ci illude che ha sortito dei risultati. Basare tutto sulla preghiera ci sposta dall’autenticità cristiana, ci fa continuare nella stessa vita, mentre conoscere la parola di Dio è un cammino privato e personale, ci disillude, ci fa pregare come si conviene. La parola di Dio è la miglior via per l’uomo, siamo invitati a seguirla per evitare tante trappole e vivere bene la nostra esperienza terrena, mentre uno che si affida all’improvvisazione, al fatalismo e alle seduzioni del mondo, vive male.

