ABBIAMO CAPITO CHI È DIO?

Quante omelie abbiamo ascoltato nella nostra vita e cosa ne abbiamo fatto? Siamo talmente ancorati ai nostri ragionamenti insensati che, anche se venisse Gesù in persona a ribadire ciò che ha detto, le sue parole ci scivolerebbero via come la pioggia sull’impermeabile. È lui che ci ha scelti e fatti cristiani per diffondere il Vangelo, eppure noi diffondiamo altre teorie. Non crediamo in ciò che la Chiesa ci propone a credere e proponiamo “il nostro”, magari in nome della Madonna. Se vogliamo essere graditi al Signore, dobbiamo ubbidire e non stravolgere: solo così troveremo una forza che non sapevamo di avere durante le prove e ci sentiremo vincenti anche quando sembra che tutto vada contro di noi. Quello che stiamo vedendo nel mondo è colpa nostra: ognuno di noi è coinvolto. Dio non ci ha abbandonati al nostro destino, ma dobbiamo tornare a lui ripartendo dalle Sacre Scritture. Invece, innanzitutto, facciamo ciò che Dio non vuole: giudichiamo, critichiamo e manchiamo d’amore. Facciamo tanta strada per andare a sentire chissà chi, spendendo cifre inaudite, e non sosteniamo le nostre parrocchie. Conosciamo le omelie dei Papi o li critichiamo? Ci si critica anche nelle parrocchie e ci sentiamo maestri di fede, arrivando a dare suggerimenti persino ai preti. Ci riteniamo a posto solo perché non rubiamo, non uccidiamo e non tradiamo, ma in questo modo ci paragoniamo alla peggior qualità. Paragoniamoci piuttosto a chi ha accettato ingiustizie e tribolazioni, a chi ha subito una condanna ingiusta come ha fatto Gesù. La Madonna non ci ha insegnato ad andare nei luoghi dove possiamo ottenere di più; non reagisce né parla come facciamo noi: la prima evangelizzatrice non viene a cambiare il Vangelo. Il modo migliore per parlare di Maria Santissima è non parlare, ma amare. Cosa siamo disposti a fare per salvaguardare la Chiesa, ovvero la parola di Dio?

A COSA SERVONO I COMANDAMENTI?

Ci deve unire la parola di Dio. Anche se non la pensiamo allo stesso modo dobbiamo restare amici e accettarci così come siamo. “Non dire agli altri quello che devono fare, ma fallo tu”, disse Maria Santissima a Roberto. Non dobbiamo dire agli altri di andare in chiesa, ma spiegare loro il perché: se si crede in Dio, bisogna rispettare questo piccolo precetto che Dio ha affidato ai profeti di epoca in epoca. Oppure vogliamo anche una vita religiosa comoda che ci permetta di fare ciò che desideriamo? Chi è Dio per noi? Abbiamo messo in secondo piano la sua parola perché non sopportiamo più la sana dottrina. Preferiamo le rivelazioni private e le favole! La santa Chiesa di Dio, intesa come dimora di Dio, è santa e pura da sempre; può avere anche dei difetti, perché è stata gestita male in modo umano, ma dobbiamo guardare a ciò che è stato creato e voluto da Dio per noi. La nostra epoca l’abbiamo creata noi, cattolici praticanti, perché la critichiamo? Un ateo si fa i fatti suoi e magari si comporta meglio di noi. Noi, invece, tiriamo in ballo tutti, ma il cammino dei peccatori lo conosciamo bene! Se fossimo puri come gli angeli, non parleremmo in modo così drammatico, perfido e malevolo, perché non avremmo il male dentro di noi.

CHI È GESÙ PER NOI?

Gli apostoli non avevano compreso chi fosse Gesù, eccetto Pietro. E noi, dopo duemila anni, che cosa diciamo? Perché la Madonna dovrebbe essere contenta di noi? Lei sa con esattezza quanto ci siamo allontanati da Gesù nel Nuovo Testamento e il suo scopo è quello di ricondurci a lui. Abbiamo accettato leggi atee nel nostro Paese, dove risiede il Vicario di Cristo in terra, e non diciamo una parola del Vangelo. Dalla nostra bocca escono solo critiche e giudizi. Quando parliamo d’amore? Quando portiamo il silenzio (che è meglio delle frasi di circostanza) a chi ha subito disgrazie, a un malato o a un carcerato? Cosa diamo a chi ha sete, fame o freddo? A parole siamo tutti bravi, ma nei fatti no. La nostra è una fede artificiale e Dio difficilmente entra nei nostri ragionamenti, che sono colmi di amor proprio. Nessun santo è diventato tale solo per essere entrato in chiesa, eppure noi pensiamo di santificarci in questo modo, perché vogliamo solo la via più comoda. Il Signore guarda il nostro cuore e non si lascia convincere dalle nostre parole. Solo amando possiamo accettare ingiustizie e falsità (ma questo non significa farci “tritare” dagli altri…). Dobbiamo cambiare noi, non gli altri. Perché chiediamo al Signore e alla Madonna di fare ciò che ci chiedono, ovvero di amarci veramente? Come possono agire nel nostro disordine? Quale importanza diamo al vivere in modo corretto? Cosa facciamo per non pretendere la misericordia di Dio, ma per meritarcela? Il peccato offende la nostra anima, non il Signore. Chi giudica e critica ha il male dentro di sé, mentre chi ha Dio nel cuore parla con pace, pazienza, mitezza, benevolenza e dolcezza, anche quando gli viene fatto del male.