DIO DESIDERA L’OBBEDIENZA

Desideriamo una vita comoda o accumulare qualcosa per il cielo? Il bene non odia il male e Gesù non odiava nessuno, ma il male odia il bene in tutti i modi. Dio non tollera la disobbedienza: cosa penserà della nostra epoca? Essere buoni cristiani significa non pensare a sé stessi, ma cercare di rendere felici gli altri, soprattutto le persone che ci stanno accanto, nemici compresi. Quello che il Signore ci chiede è già tutto scritto: lo conosciamo? Fidiamoci solo di ciò che è scritto nella Bibbia e non di ciò che dicono gli altri. Il “serpente di Eva” sono tutti i nostri cattivi consiglieri che ci illudono di poter ottenere tanto con poco, facendo certe pratiche spirituali. Obbediamo alla parola di Dio che ci chiede di amarci? Quando qualcuno ci chiede di fare qualcosa, non ragioniamo con bontà umana, ma valutiamo sempre il vantaggio che ne ricaviamo e i nostri diritti: “Quanto mi dai?” E se il Signore e la Madonna ci dicessero la stessa cosa? Dov’è la carità? Nelle Sacre Scritture, coloro che sono stati puniti non avevano commesso chissà quale peccato, ma avevano semplicemente disobbedito. Non possiamo permetterci di offrire a Dio qualcosa di diverso. Dovremmo imparare ad accettare ciò che la nostra mente fatica ad accettare, perché anche noi abbiamo commesso degli errori. San Giacomo scriveva: “Non sparlate gli uni degli altri, fratelli. Chi sparla del fratello o giudica il fratello, parla contro la legge e giudica la legge”. Come possiamo pensare di osservare la legge criticando il nostro prossimo? Il Signore non vuole questo, anche se ci sembra giusto farlo. La Madonna ci invita ad accettare le ingiustizie se la amiamo. Chi non ubbidisce nelle piccole cose, peggiora in quelle grandi. Non dobbiamo né assolvere né condannare, ma accettarci così come siamo. Amandoci, non sopportandoci, cosa indegna per il genere umano.

DIO È ESIGENTE!

Nella vita dobbiamo fare delle scelte: non possiamo seguire tutte le opportunità che ci si presentano. Così è la vita spirituale. La Madonna ci esorta a conservare la fede dei nostri padri e a tornare a Dio, non a fare tante esperienze: “Molti miei figli rimarranno perplessi, essendo scettici e duri di cervice: il dotto dubiterà, il colto riderà, ma il puro di cuore crederà e proverà gioia”. Dobbiamo renderci conto che abbiamo a che fare con un Dio potentissimo: ciò che Egli dice si realizza con una parola, come è avvenuto nella creazione del mondo in soli sei giorni. L’eterno Padre, che guarda il nostro cuore, ci ha fatto capire che da noi vuole l’obbedienza, come ha voluto per Adamo ed Eva. Rispetto a loro, noi abbiamo molta più conoscenza: chi di noi ha obbedito ai suoi precetti? Eppure, commettiamo lo stesso errore, perché pensiamo di ottenere tutto con una preghiera, molto più di quanto meritiamo. “Prega e vedrai che il Signore ti darà quello che chiedi“: ma chi ha detto questa frase? Non si tratta di non pregare, ma di rispettare prima i comandamenti. Dire male è maledire e questo non piace al Signore. Dobbiamo ricordarci il male che abbiamo fatto noi, non quello degli altri. Siamo sempre stati onesti con il nostro datore di lavoro? Meritiamo lo stipendio che guadagniamo? Anche i dipendenti che sfruttano il datore di lavoro sono disonesti agli occhi di Dio. Questo è un peccato che andrebbe confessato.

CI HA CHIAMATO AMICI

In che misura mettiamo in pratica la parola di Gesù? Ci ha chiamati amici, perché noi siamo i suoi amici, ma lui non è nostro amico: ha dato la vita per noi, eppure noi siamo già sul piede di guerra con chi ci fa un piccolo torto. Perché a volte il Signore sembra sordo alle nostre richieste? Per noi Dio è amore perché chiediamo continuamente. Offriamo noi a lui? Che bello se potessimo chiamare Gesù “amico”, ad esempio quando amiamo chi ci infastidisce. Accettare l’ingiustizia è diverso dal criticare e giudicare. Abbiamo capito il significato delle parole di Gesù? Molti non sanno più né quello che dicono né quello che fanno, ma tutti noi potremmo amare un po’ di più. Quando una persona muore, è meglio non avere rimpianti né rimorsi, ma se dovessimo scegliere, sarebbe meglio non avere rimorsi, perché quando li abbiamo ci sentiamo infami per non aver amato. Dobbiamo stare attenti al nostro orgoglio e alle nostre reazioni, perché poi subentra il male. È importante che ognuno faccia la sua piccola parte, perché Dio la moltiplicherà, come nel miracolo dei pani e dei pesci. In questo modo possiamo dare valore alle nostre preghiere. Potremmo fare tanto bene nella nostra realtà. Evitiamo di parlare male della Chiesa, perché poi si finisce per generalizzare. Abbiamo sempre fatto fare bella figura alla nostra Chiesa? La Madonna ha chiesto silenzio, preghiera e meditazione…