IL VITELLO D’ORO
Nel Salmo 94, il Signore si è sdegnato con il suo popolo che aveva costruito il vitello d’oro: “Sono un popolo dal cuore traviato, non conoscono le mie vie, perciò ho giurato nel mio sdegno: non entreranno nel luogo del mio riposo”. Se gli schiavi del faraone avevano un cuore traviato, che cuore abbiamo noi? Un cuore fallace è difficilmente guaribile. Quanti vitelli d’oro avremo costruito nella nostra vita? In base a ogni epoca abbiamo il nostro vitello d’oro, la nostra attrazione, il nostro desiderio, il nostro programma. Dopo quarant’anni, gli israeliti entrarono nella terra promessa, perché avevano anche loro la fede, ma non entrò Mosè, perché per un attimo aveva dubitato. Dio è questo! Non è in discussione la sua misericordia: cosa facciamo noi per meritarcela? Dio vuole che viviamo la misericordia tra fratelli. Egli perdona il peccato, ma la colpa rimane. Lo ha fatto con Caino: lo ha protetto dagli altri, ma ha dovuto vagabondare ramingo sulla terra. Il Siracide ci parla della misericordia del Signore: “Non essere troppo sicuro del perdono, tanto da aggiungere peccato a peccato. Non dire: «La sua misericordia è grande; mi perdonerà i molti peccati», perché presso di lui ci sono misericordia e ira, e il suo sdegno si riverserà sui peccatori”. Dunque non dobbiamo avere paura di Dio, ma nemmeno promuovere leggi atee e diaboliche. Non abbiamo la conoscenza esatta di come potremmo essere, ma siamo come vogliamo essere. È l’orgoglio che ci spinge a voler sempre avere ragione. Dov’è il volto del cristiano che accetta le umiliazioni? Accettiamole per amore del Signore, come espiazione di tanti mali e per l’odio tra i popoli. Se non siamo giusti davanti a Dio, le nostre preghiere non vengono ascoltate.
LA GIOIA DEL PURO DI CUORE
Maria Santissima suggerì a Roberto: “Molti miei figli rimangono perplessi, essendo scettici e duri di cervìce, il dotto dubiterà, il colto riderà, ma il puro di cuore crederà e proverà gioia”. Siamo puri di cuore? Se lo fossimo non dubiteremmo neanche del peggiore. Possiamo fare fioretti e rinunce a vantaggio di chi non si comporta bene. È inutile scontrarsi con chi bestemmia, altrimenti quello dice altre bestemmie, meglio riparare in cuore nostro o discutere quando gli animi sono placati. Pensiamo di fare il bene, invece facciamo il male non voluto, perché il sentiero che porta all’inferno è lastricato di buone intenzioni. Abbiamo bisogno della Madonna, ma anche Lei ha bisogno del nostro sostegno. Abbiamo mai confessato la mancanza di carità (non l’elemosina), l’aver fatto il doppio gioco? Quante volte ci siamo girati davanti alla necessità di nostro fratello?
COSA FACCIAMO PER ELIMINARE IL NOSTRO DIFETTO?
Tutto il disordine del mondo viene dal peccato dell’uomo. Conserviamo la fede dei nostri padri? Siamo sicuri di piacere al Signore? Cosa facciamo per dimostrare il nostro amore? Pensiamo a come ci comportiamo, al nostro difetto più grande. Se eliminassimo i nostri difetti, potremmo aiutare dal purgatorio i nostri antenati. Dovremmo offrire i nostri difetti al Signore, cercare di non farli più e di diminuirli giorno dopo giorno, perché è così che riusciremo a vincere le nostre cattive abitudini. Dovremmo essere nemici dei nostri peccati, invece siamo amici e orgogliosi di avere questi sentimenti. Chi non è mai oggetto di giudizio e critica? Quando diciamo che non è possibile dire bene, cioè bene-dire, significa che Dio non è nel nostro cuore. Mentre quando diciamo male, cioè male diciamo, siamo suggestionati da Satana. Il Signore sta aspettando che qualcuno si decida a estirpare questa radice di male. Il primo passo spetta a noi. Siamo in difetto verso Dio, eppure pensiamo di essere perdonati. Perché ci concentriamo sui difetti degli altri? Così non ci salveremo mai. Abbiamo realizzato dove sta andando il mondo? Stiamo scivolando in una valle di lacrime con le nostre preghiere malate. Che valore ha una preghiera malata? La Madonna desidera farci stare bene e ce lo ha rivelato: “Togliete tutto ciò che mi impedisce di realizzare ciò che intendo offrirvi”. Se Dio lo vorrà. Una casa nuova non viene costruita su sterpi e rovi, bisogna pulire bene prima, così dobbiamo liberare la nostra anima verso Dio, che è troppo legata alle nostre cattive abitudini. Dobbiamo guardare in faccia al nostro difetto se vogliamo liberarcene: è quello che ci impedisce di elevarci, di sentire la gioia palpitante del Signore, l’input della vera gioia. Qual è il nostro difetto? Possiamo avere più meriti a non ricevere l’Eucaristia quando non siamo degni di riceverla, perché non abbiamo eliminato il nostro difetto. Non possiamo ricevere Gesù se prima non perdoniamo chi ci ha fatto del male. Ricordiamo che la pena per i nostri peccati rimane. È inutile convincere Dio delle nostre azioni quando non corrispondono a un comportamento corretto. Sappiamo basare la nostra vita sulla parola di Dio? Sopportiamo la sana dottrina o ci circondiamo di maestri secondo le nostre voglie?

